Il finale di GoT: un trono in fumo

Il trono di spade è stato un fenomeno mondiale, una delle serie televisive più seguite dell’ultimo decennio, madre di una nutrita fanbase e di tantissime teorie e previsioni.

Con l’arrivo dell’ultima stagione, e con essa del gran finale di questa epopea fantasy, aspettative e speculazioni su chi avrebbe guadagnato l’ambito trono di Westeros sono salite alle stelle, dando via addirittura a scommesse.
Un risultato non da poco per un telefilm, anche con il budget stellare della HBO!

È diventato però sempre più evidente che il trionfo tanto atteso sarebbe finito in fumo. Anche per chi ha apprezzato la chiusura della serie, è impossibile negare il tracollo che essa ha subito.
Sul sito imdb la media delle valutazioni degli utenti si è mantenuta al di sopra del 9 per le puntate delle prime sette stagioni, con un rovinoso crollo a 6,6 in quella finale.
Un trend simile a quello osservato su rotten tomatoes, passando da una media superiore al 90% a un misero 52%.
Perfino gli attori della serie, ormai affezionati ai propri personaggi, hanno dimostrato livelli variabili di entusiasmo per il finale scritto e diretto da David Benioff e D. B. Weiss.

Cos’è stato dunque ad andare storto?
Ciascuno avrà la propria opinione e, da persona curiosa quale sono, ho letto con voracità le critiche più disparate. Difficile avere certezze su un argomento tanto personale, ma tentando di restare imparziale e concentrandomi sulla struttura narrativa, ecco le mie principali considerazioni sul finale di GoT.

E attenzione agli spoiler (ovviamente)! Continua a leggere “Il finale di GoT: un trono in fumo”

A quattrocchi con Marianna di Zandegù: comunicare ganzo mette la carica!

Buondì Quattrocchi!
In questa nuova intervista con gli occhiali scoprirai il punto di vista di Marianna: “boss di Zandegù che fa corsi, eBook ed eventi a Torino. Ma sono anche miope, simpa e amante della pizza”.

Con queste parole si è presentata al corso Comunicare ganzo che ha tenuto al Comò Space, dal quale ne ho ricavato la nuova about page di Quattrocchi.

Ma veniamo a noi: cosa significa Zandegù? È una parola inventata? Viene dal dialetto?

No, non è inventata e nemmeno dialettale. È un cognome veneto, in questo caso il cognome di un ciclista che correva negli anni Settanta: Dino Zandegù.
Uno anche conosciuto, più che conosciuto credo.

Ora se non sbaglio è opinionista per le tappe del Giro d’Italia. Continua a leggere “A quattrocchi con Marianna di Zandegù: comunicare ganzo mette la carica!”

“Dolor y gloria”: una sinfonia di ricordi e sofferenze

Il dolore fisico di un corpo non più giovane tormentato da numerose malattie che, in simbiosi l’una con l’altra, rallentano la vita e rendono epico ogni movimento e ogni azione quotidiana.

Il dolore dell’anima dovuto alla perdita di una madre adorata e a un amore conclusosi da più di trent’anni, i cui dolci ricordi sono ancora motivo di sofferenza.

La gloria ritrovata di un regista osannato dalla critica e dal pubblico che, a causa degli spettri dell’esistenza, aveva perduto ogni speranza.

Il supplizio e una nuova notorietà sono i due poli attorno ai quali ruota Dolor y gloria, il nuovo successo cinematografico di Pedro Almodóvar.

Il registra spagnolo, autore di importanti pellicole come Tutto sua mia madre, insignito dell’Oscar come miglior film straniero nel 2000, VolverDonne sull’orlo di una crisi di nervi, Julieta e La mala educación, dirige, in questo nuovo e atteso lungometraggio, con sapiente maestria un fragile Antonio Banderas e una premurosa Penélope Cruz.

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