Tre letture nordiche per combattere la calura estiva

Siamo a luglio, il caldo è insopportabile e il clima umido della Pianura Padana non è l’alleato migliore per combattere queste lunghe giornate estive.
Ogni giorno conto quante notti mi separano dall’arrivo dell’inverno e, soprattutto, dalle vacanze natalizie.

Poiché non mi è possibile vivere nel frigorifero e non sopporto l’aria condizionata, ho deciso di trovare un po’ di refrigerio immergendomi in tre letture nordiche che, car* Quattrocchi, voglio consigliarti:

  • Doppio vetro di Halldóra Thoroddsen
  • Il libro del mare di Morten A. Strøksnes
  • Storia di Ásta di Jón Kalman Stefánsson

I tre romanzi sono stati pubblicati da Iperborea, una casa editrice milanese fondata nel 1987 da Emilia Lodigiani che si occupa esclusivamente di letteratura nord-europea.
Le opere di Iperborea sono facilmente riconoscibili dal formato, di dieci centimetri per venti, che rimanda alla forma del mattone di cotto, e dalle squisite copertine dai colori pastello, con grafica pulita e curata, che evocano la tranquillità dei Paesi nordici.

Sei pronto ad affrontare questo viaggio che, magari, ci aiuterà a sopportare la calura estiva?

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Gli esami non portano solo stress (parola di quattrocchi!)

Il caldo è arrivato e rende gli esami ancora più pesanti.
Vorresti uscire, stare all’aria aperta, girare in mutande per casa ballando la Macarena (molto attuale come riferimento musicale, né?), ma no: sei inchiodato alla scrivania, con la testa sui libri.

La sessione estiva è abbastanza rognosa, perfino pensare al dress code viene male: niente shorts, niente canottiere…
C’è chi si presenta comunque in bermuda, ma sappiamo entrambi che non è proprio il massimo.

In ogni caso non è di questo che vorrei parlarti oggi, bensì del lato positivo degli esami.

Per mia esperienza so che gli esami non portano solo stress, ma capisco che si tratta di qualcosa di difficile da vedere quando si è messi sotto torchio.
Quindi ecco il mio Zoom Mate su 3 punti per me molto importanti. Continua a leggere “Gli esami non portano solo stress (parola di quattrocchi!)”

Il finale di GoT: un trono in fumo

Il trono di spade è stato un fenomeno mondiale, una delle serie televisive più seguite dell’ultimo decennio, madre di una nutrita fanbase e di tantissime teorie e previsioni.

Con l’arrivo dell’ultima stagione, e con essa del gran finale di questa epopea fantasy, aspettative e speculazioni su chi avrebbe guadagnato l’ambito trono di Westeros sono salite alle stelle, dando via addirittura a scommesse.
Un risultato non da poco per un telefilm, anche con il budget stellare della HBO!

È diventato però sempre più evidente che il trionfo tanto atteso sarebbe finito in fumo. Anche per chi ha apprezzato la chiusura della serie, è impossibile negare il tracollo che essa ha subito.
Sul sito imdb la media delle valutazioni degli utenti si è mantenuta al di sopra del 9 per le puntate delle prime sette stagioni, con un rovinoso crollo a 6,6 in quella finale.
Un trend simile a quello osservato su rotten tomatoes, passando da una media superiore al 90% a un misero 52%.
Perfino gli attori della serie, ormai affezionati ai propri personaggi, hanno dimostrato livelli variabili di entusiasmo per il finale scritto e diretto da David Benioff e D. B. Weiss.

Cos’è stato dunque ad andare storto?
Ciascuno avrà la propria opinione e, da persona curiosa quale sono, ho letto con voracità le critiche più disparate. Difficile avere certezze su un argomento tanto personale, ma tentando di restare imparziale e concentrandomi sulla struttura narrativa, ecco le mie principali considerazioni sul finale di GoT.

E attenzione agli spoiler (ovviamente)! Continua a leggere “Il finale di GoT: un trono in fumo”