Leggi razziali del 1938 paragonate al “decreto sicurezza”: parliamone

La cultura pop è divertente, colorata, varia. Per questo è facile associarla a cartoon, musica e altre opere “per la massa”.

Ma è anche quotidiana, politica e storica.

La cultura pop nasce da noi, dalle persone che vogliono diffondere un messaggio, un punto di vista. E per farlo decidono di rivolgersi a mezzi che possano attirare l’attenzione di più gente possibile.

Ecco perché ho sentito il bisogno di scrivere un Ci penso io riflettendo con te sulla sospensione dell’insegnante Rosa Maria dell’Aria, avvenuta l’11 maggio.

L’accusa sarebbe che l’insegnante non avrebbe vigilato in modo adeguato su un lavoro svolto da alcuni studenti.
Durante un’esposizione, alcuni ragazzi avrebbero paragonato le leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” emanato da Matteo Salvini, attuale Ministro dell’Interno.

Parto con il dire che non ho trovato corretta questa sospensione, e vorrei condividere i miei perché.
Quindi, parliamone: in che modo è avvenuta la sospensione?
Quali messaggi trasmette una decisione del genere? Continua a leggere “Leggi razziali del 1938 paragonate al “decreto sicurezza”: parliamone”

Quale università fa per me? Come scegliere l’università

Dopo i consigli in merito che Francesca ha condiviso sul blog di Whiri Whiri, ecco anche il mio punto di vista sulla scelta dell’università.

Il momento dell’indecisione su quale università scegliere talvolta può sembrare un Momento con la “M” maiuscola, una Spada di Damocle, una scelta epocale in stile film degli Avengers. Abbattiamo gli stereotipi fin da subito: non è così. E, soprattutto, non è così che va affrontata questa decisione.

“Non siamo soli nell’universo”, questo è proprio il caso di dirlo, perciò ho deciso di condividere con voi la mia esperienza personale nella scelta dell’università e il metodo che io ho usato per giungere alla facoltà che mi ha accompagnato felicemente per tre anni più due.

Continua a leggere “Quale università fa per me? Come scegliere l’università”

Stanlio e Ollio: l’amicizia oltre la carriera

Gli attori Oliver Hardy e Stan Laurel hanno dato vita a un duo comico famoso in tutto il mondo e mai dimenticato.
Quando girarono il loro primo film insieme, nel 1921, erano già due attori affermati, con molti film alle spalle.

Passarono sei anni prima di un nuovo film insieme, ma a quel punto era fatta: erano nati Laurel & Hardy, per noi italiani Stanlio e Ollio.

Il successo di Stanlio e Ollio

stanlio e ollio: il successo
via: it.Wikipedia.org

Il successo fu planetario: erano maestri dello slapstick, il genere di film comico nato agli inizi del Novecento; sapevano far ridere con semplicità ed efficacia.
La mimica facciale, la gestualità, gli equivoci in cui incappavano le “due menti senza un singolo pensiero”.
L’espressione disperata e il pianto in falsetto di Stanlio, il camera-looking di Ollio in cerca del nostro supporto, il doppiaggio di Alberto Sordi e l’accento fortemente britannico.

Una comicità mai volgare, anzi proprio all’opposto: pura e infantile.
Ecco perché ci suscita grasse risate in qualsiasi momento noi guardiamo Stanlio e Ollio ed è anche il motivo per cui tutti abbiamo un bel ricordo legato a quei film.

Ma dietro a ogni scena si nascondeva tanto lavoro: non molti sanno che Stan si prodigava nella scrittura e nella sceneggiatura, oltre la recitazione.
Al contrario Oliver era più dedito alla mondanità e al golf.

Due caratteri e due attitudini al lavoro diversi, insomma, che però sullo schermo crearono il connubio perfetto.

L’amicizia tra Stan e Oliver

stanlio e ollio: l'amicizia
via: corriere.it

E dietro la cinepresa?

Stan e Oliver non potevano essere più diversi, è vero. Eppure erano legati da una grande amicizia: un’amicizia solida, con i suoi alti e i suoi bassi, ma che si rinsaldava sempre.

Questo è il tema principale del film Stanlio e Ollio, uscito nelle sale italiane a inizio mese.

Il biopic, con la regia di John S. Baird, è l’adattamento cinematografico del libro Laurel & Hardy – The British tours di A.J. Marriot.
Libro e film non parlano dell’origine del successo e dei tempi d’oro della coppia, bensì del tour di spettacoli teatrali europei avvenuto nel 1953.

Stan e Oliver sono reduci da fallimenti professionali e problemi di alcolismo, non si sono rivolti parola per sedici anni e sono rancorosi, appesantiti dalla vecchiaia e dalla malattia.

All’inizio le cose non vanno bene e la tensione si accumula fino alla serata di debutto: nel party organizzato dopo lo spettacolo, scoppia una lite.
Stan rimprovera a Oliver di aver tradito la coppia, perché ha recitato in un film senza l’amico. Oliver, per contro, lo accusa di non provare alcun sentimento di amicizia per lui, ma di essere interessato solo al suo lavoro e alle sue sceneggiature.

Continuano la tournée e le cose iniziano a sistemarsi: la loro amicizia è ancora lì, forte come prima.

Affrontare la malattia

stanlio e ollio: la malattia
via: filmindipendenti.com

Nel maggio 1954, dopo uno spettacolo a Plymouth, Oliver Hardy fu colpito da una polmonite e da un attacco cardiaco. Appena poterono, Stan e Oliver si rimisero in viaggio per tornare negli Stati Uniti.

L’anno successivo Oliver fu colpito da un nuovo infarto e da altri ictus che gli tolsero la capacità di parlare.
Fu solo grazie alla magistrale espressività dei loro volti, che Stan e Oliver poterono continuare a comunicare.

La loro amicizia e ciò che il loro lavoro aveva insegnato permettevano di andare oltre la mancanza della parola, continuando a comprendersi alla perfezione.

Nel frattempo anche Stan, malato di diabete, subì alcuni ictus. Anche la sua salute era cagionevole.

La morte di Oliver

morte di oliver hardy
via: youtube.com

Quando Oliver morì, il 7 agosto 1957, Stan non poté recarsi al funerale per ordine del suo medico. Secondo le malelingue, questa era la dimostrazione del fatto che tra i due attori non scorresse buon sangue.

La verità è che quel giorno non morì solo Oliver. Morirono Laurel & Hardy.

Stan non fu più lo stesso. Rinunciò all’unico vero amore della sua vita, il suo lavoro, rifiutando di recitare di nuovo. L’unico lavoro che faceva era mettersi seduto davanti alla macchina da scrivere per rendere immortali Stanlio e Ollio.  Continuò a scrivere sceneggiature e gag per la coppia, cercando di addolcire quel presente senza il suo amico.

Sicuramente sapeva che quello non era un addio.
Era solo un “Arrivedorci!”.