Rispondo alla letterina natalizia

Ci siamo, è arrivato il momento di fare i conti con la letterina del 2017.
Ne ricordo vagamente alcune parti, e già così posso dire di non avere portato a termine quasi niente.
E speriamo sia solo un quasi…

Va bene, sono pronta.

Keep Calm e rallenta un attimo!

Keep Calm e rallenta un attimo!

Cara me,
sembra che i tempi si siano allungati per tutti, e che alla fine non siamo poi così indietro rispetto agli altri. Non ti dico di prendercela comoda, tanto so che non lo faremmo, ma almeno ricordiamoci che le giornate sono di 24 ore e per godersele a volte bisogna rallentare.

Fatto.
Quest’anno ho diluito gli impegni in più giorni, per non ritrovarmi l’acqua alla gola e in effetti è stato piacevole.
Uscire da lavoro e guardarsi un film o una puntata mi ha fatto bene.
Di solito aspettavo di andare a letto per avere un po’ di relax, mi sembrava di essermelo guadagnato solo aspettando l’ultimo momento.
Ed era poi così che dormivo meno e pure male, perché per riuscire a fare tutto a qualcosa bisognava pur rinunciare…
Ecco scegliere di dormire meno non era una buona idea.

Problema pellicine

Problema pellicine

Otto anni fa siamo riuscite a smettere quel brutto vizio di mangiarci le unghie. Che ne dici di smetterla anche con le pellicine? Suvvia, abbiamo 28 anni, mi sembra arrivato il momento. Non credi?

Eh, qui c’ero quasi.
Ero riuscita a darmi un freno, se vedevo una pellicina prendevo le forbici e la toglievo.
Il fatto di non morderla rendeva il gesto di mangiarsi le pellicine sempre più assurdo.
Poi però a settembre e ottobre sono arrivati due carichi di stress abbastanza pesanti.
Molti dei progressi fatti sono stati cancellati da un paio di rosicchiate.
Spero davvero che il Natale mi riporti un po’ di serenità.

Dici sport e fai subito fatica

Dici sport e fai subito fatica

Con l’attività fisica resistiamo per non più di tre mesi di fila, e prima di riprendere ci impieghiamo troppo. Forse perché pretendiamo troppo e subito. Potremmo darci tre giorni di allenamento a settimana, ognuno dei quali sarà dedicato a esercizi specifici e “tematici”. Pensi possa funzionare?

D’impatto direi di no, ma anche qui hanno giocato un brutto scherzo i carichi di stress.

Quando provo stress e ansia, mi sento come bloccata.
Il mio cervello si pone come obiettivo quello di uscire da questo stato ed elimina tutte le strade che gli sembrano lunghe e con pedaggi.
In pratica è come Google Maps, seleziona solo i percorsi funzionali e tutto ciò che richiede concentrazione, costanza e impegno viene soppesato.
Non posso concedermi troppe distrazioni, quindi devo fare una scelta e preferisco sempre la ginnastica mentale (sudoku, parole crociate, libri etc…) a quella fisica.

Giappone e indipendenza: vi penso

3 letture femministe dal Giappone

Si potrebbe parlare di stabilità o d’indipendenza, sta di fatto che dobbiamo impegnarci per raggiungerle. Non scoraggiamoci, non cediamo proprio ora che il traguardo si avvicina. L’ultimo miglio è sempre il più difficile, dicono.

Questo ultimo miglio si sta rivelando una strada sterrata lunga dieci chilometri, e in lontananza vedo una curva che non so se porta al traguardo o a un altro sentiero di campagna…

In ultimo, ma non per importanza, ricordati che ci siamo promesse di tornare in Giappone e il 2018 mi sembra l’anno giusto.

Già, dovevo andarci questa estate. Poi però non è stato così.
Ho annullato tutto, e per giorni ho continuato a pensare a una coppia che era riuscita a prendere la mia stanza in hotel all’ultimo secondo.

Ho immaginato la loro felicità, a come si saranno detti quanto erano stati fortunati a trovare una stanza in centro a Tokyo a così basso costo in piena stagione estiva!

Quest’anno visto dalla letterina del 2017 sembra essere stato solo un flop, eppure non mi sento di avere fallito.
Durante il 2018 mi sono sentita realizzata sul posto di lavoro, ho letto tanto e scritto sempre.
Ho perfino ricominciato a scrivere racconti!
Sono stata ricettiva, ho ascoltato di più, ho compiuto scelte importanti, non sempre eccezionali, e ho imparato dagli errori.
Ho avviato nuovi progetti e mi sento pronta ad affrontare anche il 2019.
Forse un po’ titubante, ma sento che la grinta non è sparita.
Mi sto solo ricaricando.

 

Bene, ora tocca a te!
Non so se ti ricordi, ma insieme Geeko Editor abbiamo dato il via al contest natalizio a tema letterina di Natale.
Scopri come partecipare, la prima fase si conclude il 20 dicembre!

Natale giapponese a Milano e Roma

E se ci fosse un modo per raggiungere il Giappone questo Natale?
Un modo più semplice, non troppo costoso e che non prevede per forza l’aereo?

Se hai letto i miei articoli sul Giappone, ormai lo sai, sai quanto sento la mancanza di Tokyo.
Una cosa che ho ripetuto fin troppe volte, lo so, ma ci tenevo a dirti che ho trovato un paio di soluzioni.
Per me e per te.
Ecco quindi dove andare per un Natale giapponese Made in Italy!

Little Tokyo si trova a Porta Genova (Milano)

Little Tokyo si trova a Porta Genova (Milano)

Sembra proprio che dopo China Town sia arrivato il momento di Little Tokyo.

Ancora una volta il Giappone riesce a fare breccia in Italia con il soft power, abilità che consiste nel sapere convincere, attrarre e persuadere attraverso cultura, valori e istituzioni.

Primo fra tutti il cibo, legato allo stare a tavola in compagnia.
Di ristoranti giapponesi ce ne sono sempre di più, e questo è anche dovuto al loro sapersi rapportare al portafogli: mangiare fino a saziarsi con soli 20/30 euro fa venire l’acquolina a molti.

A Milano poi si sale di livello: in via Vigevano si trova il temporary giapponese Tenoha, uno spazio di coworking, ma anche store in cui poter fare shopping o fermarsi per un caffè.

Se ci spostiamo in corso Cristoforo Colombo c’è Omacase Sushiteca.
Dalle foto sul sito posso dire che mi ricorda molto i locali giapponesi di Tokyo, e la cura nel presentare i piatti non è “da Masterchef” come si potrebbe pensare.
L’estetica, infatti, è molto importante per i giapponesi!
Per chi invece volesse provare il sake, c’è Sakeya, che riunisce “più di 150 etichette provenienti da 47 regioni giapponesi”.

Una tappa da non perdersi è anche Maido, il primo okonomiyaki street food in Italia.
Si tratta di un piatto tipico di Osaka, diventato famoso in tutto il Giappone.
Potrei paragonarlo alla frittata, ma non servirebbe descriverne anche solo un pezzettino.
Va provato: dal vedere come viene cucinato, al gustarlo appena esce dalla piastra.

E ora il ristorante che vanta solo vera cucina giapponese, qui niente imitazioni: Fukurō, che si trova in via Antonio Tolomeo Trivulzio. Ad appena 15 minuti da Porta Genova.
Il luogo perfetto per i nostalgici come me.

Mercatino giapponese a Roma

Mercatino giapponese a Roma

Da Milano si scende verso Roma, la città eterna, dove un gruppo di giapponesi ha deciso di “avvicinare la cultura nipponica a quella del loro paese di adozione”.

Il mercatino giapponese ha avuto inizio nel 2007 e in undici anni si è ampliato a tal punto da essere diventato un vero e proprio festival della cultura nipponica.

Nelle giornate dedicate al mercatino, si svolgono workshop, spettacoli dal vivo, dimostrazioni di arti marziali, degustazioni…
A pensarci bene, mi ricorda molto i momenti passati al Sensōji, il tempio antico di Asakusa, davanti al quale si trova un mercato all’aperto in cui sarei rimasta a girare per delle ore.

Tornando a Roma, anche per Natale il Mercatino giapponese regala emozioni: il 15 e il 16 dicembre si terrà The Christmas City.
Si tratta della terza edizione del “più grande Market natalizio di Roma”, realizzato in collaborazione con Vintage Market.

L’intera esposizione è al coperto, in un ex deposito ATAC di 6000 metri quadrati.
Nemmeno riesco a figurarla un’area così grande e carica di banchetti!
Che poi solo banchetti non saranno, perché si tratta di “un’esperienza a 360° sul mondo del Giappone”.

Ci saranno concerti, esibizioni, un’area dedicata alla cucina tipica e laboratori a cui potersi iscrivere.
Tutte le attività e i workshop si trovano sul sito, basta aprire il menù e cliccare l’area di proprio interesse e prenotare via mail.

Che ne pensi? Conoscevi già le tappe giapponesi a Milano e Roma?
Io le ho scoperte quest’anno e sono in fibrillazione!
Comunque, mentre corri qua e là in giro per l’Italia, il countdown natalizio pop di Quattrocchi è sempre pronto a tenerti compagnia.
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Navigando sulle onde di Hokusai

Il miglior consiglio che mi venga in mente per questo calendario dell’avvento è: approfittate di queste vacanze per vedere cose nuove. Non parlo solo di viaggiare, ma anche di ampliare i propri orizzonti culturali come sta facendo la città di Bologna in occasione del 150° anniversario delle relazioni bilaterali Italia-Giappone. 

Fino al prossimo 3 Marzo 2019, presso il Museo Archeologico di Bologna, sarà possibile visitare Hokusai Hiroshige – Oltre l’onda, una splendida mostra dedicata a due grandi nomi dell’arte Giapponese. Katsushika Hokusai è stato un pittore e incisore giapponese; nel corso della sua carriera, lunga più di sessant’anni, realizzò una vasta collezione di xilografie, soprattutto su soggetti teatrali e paesaggistici, come le celebri Trentasei vedute del Monte Fuji.
Il suo collega Utagawa Hiroshigea sua volta incisore e pittore coltivò come l’oggetto principale della sua arte la natura e la sua rappresentazione in chiave morfologicamente armonica.

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