Natal

Quando si tratta di andare a tavola, noi italiani siamo imbattibili.
La nostra cucina è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, ma spesso sfuggono le sfumature.
Sfumature che richiamano una tradizione piuttosto che un’altra, e che portano a inevitabili confronti regionali.

Non si può sfuggire a queste diatribe nemmeno per il pranzo di Natale, durante il quale si è soliti affrontare un menù sostanzioso e dalle tempistiche variabili.
A casa mia, dopo esserci messi a tavola per le 13, prima delle 17 non si alza nessuno. Forse i più piccoli, ma tanto sono di ritorno con il dolce.

Per il nostro calendario, ho pensato di condividere con voi i tre piatti che non mancano mai sulla mia tavola, quindi #OcchioAlNatale!

  1. Cappelletti: non tortellini. Cappelletti, ovviamente in brodo. Con dentro la carne e il parmigiano reggiano. Quelli che da bambina impastavo con mia nonna con grande piacere…
  2. Lesso: con la gallina e il cappone si fa un bel brodo grasso. Di quelli con gli occhi (altro non sono che le “macchie” del grasso che vengono a galla)! La carne, poi, non la si butta certo via, ma la si porta in tavola come secondo. Magari accompagnata da salsine e mostarda.
  3. Tortellini ripieni: prima di tutto sappiate che si tratta di un dolce! I tortellini sono a forma di mezzaluna e vengono fritti, quindi non sono proprio leggerissimi. Possono essere ripieni di crema, cioccolata o marmellata. Ma i più tradizionali sono quelli al pesto, e per farlo servono: marmellata di prugne, cioccolato fondente in polvere, un poco di caffè macinato, frutta secca ben tritata, zucchero e un poco di scorzette d’arancia.

 

Questi erano i tre piatti natalizi della tradizione reggiana. E i vostri?
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Francesca

A tavola in Emilia: Reggio Emilia