3 motivi per cui l’arte è utile nella vita di tutti i giorni

Il periodo storico in cui sei capitato è, di fatto, fondato sulla comunicazione per immagini.
A partire da Instagram, Facebook, senza poi dimenticare la cara e vecchia TV: sono tutti mezzi che lavorano tramite le immagini.

Ma perché?

Le immagini sono immediate, qualcosa che può essere facilmente compreso da chiunque. Questo dovrebbe far ragionare sul fatto che non esiste poi tutta questa distanza tra il maestro dell’800 Jacque-Louis David, il genio della pop art Andy Warhol e il grande Wes Anderson. 

Fun fact: Wes Anderson è stato il regista di uno spot per Prada nel 2013 e non solo!

Data l’importanza che la comunicazione per immagini ha assunto nel nostro mondo, ti voglio dimostrare come l’arte sia strettamente collegata alla vita di tutti i giorni. E come può cambiare il modo di approcciarti alla vita dal momento in cui deciderai di conoscerla per davvero.

1. Migliora l’attenzione

Migliora l'attenzione

Hai mai fatto caso a quanto distratto tu sia dopo un intenso pomeriggio di scrolling ossessivo compulsivo sul tuo feed di Instagram?
Questo accade perché nutri il tuo cervello di continui stimoli visivi, un po’ come una droga. Per cui non ne potrà fare a meno quando bloccherai il tuo cellulare, e te ne chiederà altri ancora e ancora e ancora. Ecco perché anche le mosche sono più interessanti del tuo libro!
Loro si muovono in continuazione, mentre quelle macchie di inchiostro sono sempre ferme.

Sarebbe tutto diverso se, invece, ti impegnassi a sfogliare un libro illustrato, o una rivista che tratta di arte. Quelle immagini sono piene di stimoli visivi, sono molte, ma soprattutto ti obbligano a guardarle davvero bene per capire che cosa stai osservando.

Vedrai che se comincerai a farlo, le mosche non saranno più così interessanti!

2. Amplia gli orizzonti

Amplia gli orizzonti
Vista del monte Fuji – Hokusai

Letteralmente!
Ragionaci un attimo: qual è il modo migliore per conoscere una cultura distante dalla tua?
Ovviamente, l’arte.
Prendi ad esempio gli Uffizi a Firenze, fatti un giro su Google Arts&Culture se non li hai mai visitati, poi invece dai un’occhiata al MAO (Museo d’Arte Orientale di Torino), vedrai chiaramente quanta differenza c’è tra la nostra cultura e quella cinese, giapponese e perfino dei paesi islamici e della regione Himalayana.

Confronta, chiediti il perché delle differenze che vi troverai, ragiona su usi e costumi, sentirai una sensazione di ricchezza non indifferente.
La tua mente sarà più flessibile e ludica. Ricorda sempre che la conoscenza è l’unica maniera per sconfiggere l’ignoranza.

3. Apprezzerai le cose belle

Apprezzerai le cose belle
Anche questa immagine la puoi trovare su Pinterest!

Se per caso non te ne fossi accorto, ti vorrei far notare che il buon gusto è un po’ raro di questi tempi.
Spesso l’economico è più importante del bello, anche se la spiegazione più logica è che, in un mondo pieno zeppo di persone che pretendono di saper fare qualcosa, è davvero difficile distinguere il “carino” dal “bello” e il “bello” dal “bellissimo”.

L’arte è la scorciatoia diretta verso il buon gusto.
Abituare l’occhio all’arte buona è esattamente come smettere di mangiare al fast food e andare in pizzeria, smettere di mangiare sushi all you can eat e optare per un ristorante di pesce.

Impara, scruta, apprendi dall’arte che guardi, basta un libro delle superiori, oppure un giro sui siti dei musei europei che mettono a disposizione il loro intero patrimonio museale online.

Occupati dei tuoi occhi, ti ringrazieranno.

 

Dopo tutto ciò, è tempo di lanciarti una sfida, Quattrocchi!

Prendi carta e penna, e prova a disegnare un oggetto che pensi di conoscere come le tue tasche (ovviamente senza guardarlo!).
Quando avrai finito, prendi l’oggetto e confrontalo con la tua creazione: ti renderai conto di quanta poca attenzione metti nell’osservare gli oggetti che ti stanno attorno.

Ora corri a prendere il tuo cellulare, scatta una foto al tuo disegno e taggaci nelle stories aggiungendo l’hashtag #guardameglio.
I disegni migliori verranno pubblicati sulle nostre stories e aggiunti ai contenuti in evidenza!

 

A quattrocchi con @1_rifiuto_al_giorno (#leimeritaspazio)

A settembre ho presentato il suo progetto green, e ora voglio condividere con voi cosa ho scoperto di @1_rifiuto_al_giorno, la mente e l’anima di una community sempre più grande.
Perché trovo la sua idea sociale, oltre che social.
Un’idea altruista, coinvolgente e che richiede il minimo sforzo per un grande risultato conveniente.
E perché #leimeritaspazio.

Inizio questa intervista con una confessione.
Non so come ti chiami, quindi ho dato retta alla mail, c’è scritto Aurélie, e ti ho cercata sul web!
Non ho idea, però, se ti ho trovata per davvero oppure no…
Svelaci chi sei, anche solo con un aneddoto.

Sul web sono Mademoiselle Green.
Nella vita reale sono Aurélie Martin, francese che si è trasferita da Marsiglia a Milano circa 10 anni fa.

Raccontaci del tuo progetto, com’è nata l’idea? C’è stato un evento scatenante, la situazione da “mi si è accesa la lampadina”?

progetto green #1rifiutoalgiorno

Mi sono sempre interessata di ambiente infatti mi sono laureata in ambiente e qualità di vita. Provo a dedicare tutte le mie risorse a questo campo.
Per questa ragione ho aperto il blog Mademoiselle Green nel 2015.
Avevo notato che i notiziari parlano sempre in modo negativo dell’ambiente.
Parlano soprattutto di catastrofi e non mettono in rilievo le buone notizie, le piccole azioni che possiamo fare per cambiare il nostro modo di vivere.
Mi ha dato l’idea del blog e dell’hashtag #greenoptimist.
Dopo un paio di anni, la problematica della gestione dei rifiuti si è fatta sempre più presente. Ho cominciato a partecipare a iniziative sui social come #5minutescleanbeach ma ho sentito la necessità di creare un profilo dedicato all’Italia.

Qual è stato il tuo primo rifiuto raccolto e poi buttato?

Qual è stato il tuo primo rifiuto raccolto e poi buttato?

Prima del profilo, ho spesso partecipato a eventi di pulizia organizzati da associazioni.
Il mio primo post è stato fatto in Sicilia.
Ero sulla spiaggia con amici e ho visto galleggiare una serie di rifiuti. Anche se l’acqua era freddissima, mi sono buttata per recuperarli tutti. Non potevo rimanere immobile e da lì ho capito.
Lo potevo fare ogni giorno.

Com’è stato portare un progetto sociale sui social?

Sono web manager specializzata nell’ambiente.
È stato quindi molto naturale portare 1 rifiuto al giorno sui social.

Quanto è difficile fare parte della vita delle persone per i progetti green come #1rifiutoalgiorno? Ci vuole costanza, si deve credere in queste idee per portarle avanti ogni giorno, e molti partono convinti e poi lasciano andare.

Ogni giorno sempre più persone mi mandano video e foto di loro che raccolgono un rifiuto o più rifiuti al giorno.
Mi solleva, mi incoraggia, mi aiuta a continuare e a non disperare.
È grazie a loro che continuo con costanza.
Grazie alla community #1rifiutoalgiorno.

Posso chiederti uno “spoiler”? Hai pensato a come sarà #1rifiutoalgiorno tra qualche mese? O anche più avanti nel tempo?

Attenzione Spoiler alert! Vorrei creare un’associazione.

Salutaci con il tuo motto o la frase che ti dà la carica ogni giorno.

Un rifiuto in meno nel mare…. dai ancora uno!

Food&Science Festival: Mantova promuove l’equilibrio

Il vanto che esportiamo all’estero, e di cui ci piace proprio tanto parlare, è il cibo.
Ci sediamo a una tavola imbandita e abbiamo il coraggio di discutere di piatti, ricette, gusti da provare e di cui non c’è traccia tra ciò che stiamo mangiando.
Una cosa che si potrebbe dire naturale, che fa parte delle nostre radici, della nostra tradizione.
Fa parte di noi, come è vero che davanti alle rivisitazioni dei piatti più conosciuti come la pizza storciamo sempre un po’ il naso.

Una cosa che ho imparato da studentessa di storie e culture, è che una tradizione per rimanere tale deve essere viva, attuale. Deve continuare nel presente e, per la speranza di chi l’ha originata, nel futuro.
Un concetto complicato da spiegare, specialmente se si vede nella scienza la contrapposizione del passato.
Un contrasto che gli organizzatori di Food&Science Festival vedono più che altro come due volti di una stessa medaglia.
In equilibrio perfetto.

Mantova promuove l’equilibrio per il Food&Science Festival

Il tema del Food&Science Festival di Mantova è l'equilibrio

In questo periodo mi sto  guardando la settimana stagione di Masterchef Italia con estrema ingordigia. E nelle puntate spiccano i temi della sostenibilità e della battaglia allo spreco alimentare.
Temi che richiamano la cucina della tradizione con l’attenzione del presente.
E i concorrenti, come in ogni reality, sono disposti a tutto pur di realizzare un piatto equilibrato.

Questa è un’esigenza condivisa dal Food&Science Festival, il cui filo conduttore è l’equilibrio. Che collegherà tra loro tutti gli appuntamenti previsti.

L’idea è quella di mostrare ai visitatori come due poli opposti possano essere bilanciati per creare uno stato di serenità.
I contrasti tra le due forze in gioco non sono recenti, con il festival l’obiettivo è proprio quello di riprendere ciò che fa parte del nostro passato e avvicinarlo al presente/futuro.
Quindi vedremo un confronto tra scienza e società, agricoltura e ambiente. Ma anche tra crescita demografica e povertà, produzione ed etica, salute e alimentazione, risorse ed economia, tradizione e modernità.

La cucina parla di noi, e la scienza che dice?

La cucina parla di noi

La cucina verrà promossa a laboratorio scientifico, e si farà attenzione alle proprietà e alle potenzialità di alcuni alimenti, come la birra e lo zucchero.
E non mancheranno aneddoti e curiosità sul caro grano: alimento presente sulle nostre tavole già prima dell’arrivo dell’amata pasta nel XIV/XV secolo.

Tra i temi si affronterà anche quello del modo in cui mangiamo.
Dal vecchio adagio “dimmi come mangi e ti dirò chi sei” si è arrivati al più moderno “dimmi come mangi e ti dirò in quale società vivi”.
Non si può negare, infatti, che la cucina sia lo specchio delle nostre abitudini, ma è anche un indicatore di cambiamenti e tendenze sociali.
Tra i food trend ricordiamo le “ricette” a tema unicorno, come lo Unicorn toast o lo Unicorn Milk!

Non mancheranno gli spazi dedicati alle novità scientifiche come la nutrigenomica e la chimica 2.0, e i falsi miti da sfatare sull’alimentazione a partire dalla bevanda rituale: il caffè.

Le giornate del festival e tutti i link di cui hai bisogno

Le giornate del festival e tutti i link di cui hai bisogno

Il Food&Science Festival si svolge a Mantova dal 18 al 20 maggio, e coinvolgerà più di un luogo della città.
Puoi vedere il calendario degli eventi e delle iniziative nella pagina dedicata al PROGRAMMA.
E con un click sull’area PROTAGONISTI, potrai scuriosare tra i profili di dottori, scienziati e studiosi.

E in ultimo sappi che l’ingresso è gratuito.
L’unica cosa che serve per partecipare è compilare il form.