Halle Bailey nei panni della Sirenetta: qual è il problema?

Ariel sognava di passeggiare sulla terra ferma, di sdraiarsi sotto al sole. Collezionava oggetti trovati nei galeoni affondati e come la maggior parte delle adolescenti litigava con suo padre.
Io con lei sognavo di vivere nell’oceano, nelle profondità più scure per ascoltare il canto delle balene.

Insieme a Belle, Ariel mi ha fatto sognare e cantare per ore.
È stata una delle eroine che più ho amato: mi piaceva la sua intraprendenza, la sua curiosità, il suo sentirsi un pesce fuor d’acqua.
Io mi sentivo così, mi sentivo in trappola e come a molte altre adolescenti mi sono sentita dire “né carne né pesce”.
Interessante scelta di parole, in effetti.

Quando sono usciti i primi rumour sul live action La Sirenetta, ho iniziato a scalpitare.
Il classico Disney è uscito nel 1989, l’anno della mia nascita, e poter vedere i personaggi in una forma più reale mi ha messo subito entusiasmo.
Poi hanno annunciato che i panni di Ariel li avrebbe indossati Halle Bailey, e qui si è scatenato il putiferio.

Io stessa come prima reazione ho sentito un moto di delusione: dov’era l’Ariel della mia infanzia, la sedicenne in cui mi riconoscevo?
E questo mi ha fatto riflettere: qual è il problema?

Continua a leggere “Halle Bailey nei panni della Sirenetta: qual è il problema?”

Leggi razziali del 1938 paragonate al “decreto sicurezza”: parliamone

La cultura pop è divertente, colorata, varia. Per questo è facile associarla a cartoon, musica e altre opere “per la massa”.

Ma è anche quotidiana, politica e storica.

La cultura pop nasce da noi, dalle persone che vogliono diffondere un messaggio, un punto di vista. E per farlo decidono di rivolgersi a mezzi che possano attirare l’attenzione di più gente possibile.

Ecco perché ho sentito il bisogno di scrivere un Ci penso io riflettendo con te sulla sospensione dell’insegnante Rosa Maria dell’Aria, avvenuta l’11 maggio.

L’accusa sarebbe che l’insegnante non avrebbe vigilato in modo adeguato su un lavoro svolto da alcuni studenti.
Durante un’esposizione, alcuni ragazzi avrebbero paragonato le leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” emanato da Matteo Salvini, attuale Ministro dell’Interno.

Parto con il dire che non ho trovato corretta questa sospensione, e vorrei condividere i miei perché.
Quindi, parliamone: in che modo è avvenuta la sospensione?
Quali messaggi trasmette una decisione del genere? Continua a leggere “Leggi razziali del 1938 paragonate al “decreto sicurezza”: parliamone”

Il Diavolo di Tiffany McDaniel

Chi è il diavolo?
Senza scomodare la teologia, ci immaginiamo subito corna, forcone e fiamme.
Un vero e proprio mostro.

Al cinema, Lucifero è stato più fortunato e ha ricevuto anche dei trattamenti di favore: pensiamo al volto di Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada, oppure al ghigno di Al Pacino in L’avvocato del diavolo.
Eppure, per quanto di bell’aspetto, il diavolo di Hollywood rimane pur sempre maligno.

Nella letteratura abbiamo a disposizione delle varianti più interessanti.
Forse non quella di Dante, che con le sue tre teste sgranocchia i traditori della Storia, ma il Lucifero di John Milton non delude. Il diavolo non è un banale mostro, ma un personaggio complesso, con tratti perfino eroici.

Poi la svolta: Tiffany McDaniel, con L’estate che sciolse ogni cosa, ha dato al diavolo l’aspetto di un ragazzino in carne e ossa. Con due grandi occhi dorati e una spiccata intelligenza.

Continua a leggere “Il Diavolo di Tiffany McDaniel”