Salva il fandom: usa il condom! Le protezioni nelle fan-fiction

Dovrei averlo già scritto da qualche parte: all’età di 15 anni ho iniziato a iscrivermi nelle community. Forum come Girl Power, ma soprattutto siti di scrittura.

A quell’età ho scoperto che non ero l’unica a fantasticare su personaggi di libri famosi.
E che quei racconti ambientati a Hogwarts, con il mitico trio, avevano un nome: fan-fiction.

È proprio grazie a questi siti che mi sono fatta una cultura sessuale.
Ho imparato molto sul mio corpo, e sul corpo degli altri.
E ho capito che le protezioni nelle fan-fiction sono un personaggio a sé stante: non sempre compare, e se lo fa non è certo protagonista.

Il gusto di stare in contatto con un tabù

stare a contatto con un tabù

Adolescenza e curiosità vanno di pari passo, ed è un bene. Credo ti insegni a stare al mondo, a conoscere e apprezzare il diverso.
Ho apprezzato e scritto anche storie omosessuali, con personaggi che nei romanzi erano dichiaratamente etero.
Harry e Draco, Lupin e Sirius, Blaise Zabini e Neville Paciock, ora Longbottom.

Le trame venivano arricchite di escamotage. Grazie alle What if qualsiasi cosa raccontata nei romanzi poteva prendere una piega diversa. O addirittura non essere mai accaduta.

Era il mio modo di stare a contatto con un tabù, con una cosa che mette in soggezione, ma che desta curiosità. Qualcosa che volevo capire con tutta me stessa.
Del sesso si ride, ci si scherza sopra perché ci sentiamo in imbarazzo a parlarne.
Un discorso serio sul sesso sembra quasi impossibile. Perché il sesso è quella cosa sbagliata che tutti fanno, ma sempre sbagliata resta.
Come femmina, poi, sentivo il peso di non poter dire che il sesso mi incuriosiva.
Le ragazze devono mantenersi sempre un po’ sante, no?

La verità comunque è una sola: si tratta di un puro fattore culturale.
Ventuno secoli di tradizione che ci ripete come il sesso sia bello perché sporco.

Il fandom è in pericolo!

Il fandom è in pericolo

Ed è così che mezzo fandom ha contratto l’AIDS.

E i motivi erano due:

  1. a scrivere c’erano molti adolescenti;
  2. il preservativo rovinava le scene clou.

Capita anche nel cinema e nei telefilm, al preservativo non viene dato molto spazio.
In genere la giustificazione di chi elabora la storia è che “fare sesso è una cosa sporca”, soprattutto se si è coinvolti. E questo implica scarsa lucidità.

A essere poco lucido, invece, è lo scrittore: sei così preso dal descrivere la scena clou che un dettaglio di troppo potrebbe farla scemare.
Per rimanere in tema, lo scrittore non vuole rovinarsi la scena e allo stesso tempo, teme un calo della libido nel lettore.

A rendere ancora meno probabile l’inserimento di una protezione in una storia erotica è proprio l’età media di chi frequenta le community.
Ci si avvicina a questi mondi proprio perché non li si conosce, e di molte cose ho scoperto di avere una visione edulcorata.

Se poi si scrive o legge di storie omosessuali è anche peggio.
Non essendoci la possibilità di restare incinta, allora a che serve la protezione?

Proteggiamo il lettore

Proteggiamo il lettore

Tanti sono i mezzi con cui fare passare dei messaggi positivi, perché non le fan-fiction?
La trasmissione della cultura non può essere più relegata agli ambiti classici, come la scuola, i libri e i documentari.
Con una cultura pop sempre più presente, abbiamo l’opportunità di raggiungere ragazzi e ragazze di qualsiasi età. Senza che si sentano giudicati o in imbarazzo.

Il lettore viene coinvolto nelle storie che legge, e assorbe anche il più piccolo dei dettagli.
Ecco perché l’immedesimazione nei personaggi che più ci colpiscono può rivelarsi utile: perfino Harry Potter si mette il preservativo!

Ecco, quindi, che salvare il fandom, qualunque esso sia, porta alla protezione del lettore che sta dall’altra parte dello schermo.

 

Bene, ora non ti resta che dirmi cosa ne pensi!
E visto che oggi è l’emoji day, ricordati di aggiungere più faccine possibili =P

 

Omocausto: l’omosessualità nella storia

Lo strumento più utilizzato da chi scrive (soprattutto online), secondo solo alla tastiera, è il calendario.
Capire di cosa parlare e quando parlarne permette di organizzare il piano editoriale, senza il quale ci sentiremmo persi.
Immaginate la mia gioia quando mi è stato regalato il calendario di Bossy, subito inserito tra le stories di Instagram a inizio gennaio.
Questo calendario ricorda le date che hanno segnato la storia, importanti per il femminismo e la comunità LGBT+. E ogni mese si fa portavoce di un tema.
Quello di gennaio? L’Omocausto, anche titolo del libro a cura di Triskell Edizioni che parla dello sterminio della comunità LGBT+ nei campi di concentramento.

L’omosessualità è un argomento spesso ignorato dai libri di storia al liceo.
E ignorarlo penso dia solo credito all’omofobia, anche quella ben mascherata.
Per questo vogliamo presentare l’omosessualità nella storia.
Ecco com’è andata.

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Disney, istruzioni per l’uso

Buongiorno quattrocchi! Dopo più di un mese dall’uscita di La Bella e la Bestia e di articoli sul personaggio di LeTont, ecco che mi faccio viva e decido di pensarci anche io.

In molti non ci volevano credere, altri si sono stupiti della reazione da parte della comunità LGBT,  che insieme ad altri ancora hanno definito l’omosessualità di LeTont come una scelta pessima e offensiva.

Per chi non lo sapesse, per chi abbia preferito altre proiezioni, nel live action La Bella e la Bestia, il galoppino di Gaston non è semplicemente affascinato dal suo aitante amico come si crede all’inizio, ma sembra proprio esserne innamorato.

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