Female Fronted Metal: le Iron Maidens della musica che spacca

Ho cominciato ad ascoltare metal in seconda media. Ancora ricordo la canzone suggerita da un amico che mi ha aperto un mondo, Ghost love score dei Nightwish.

Quindi a partire da questo ricordo ho pensato di ripercorrere la via del Metal al femminile: tre voci che mi hanno conquistata e le cui band vengono definite female fronted, ossia guidate da una cantante donna, invece che da un frontman.

Ma cos’è il female fronted metal? E soprattutto, dove si possono reperire notizie e curiosità al riguardo?

Preparati a spaccare 🤟🤟🤟

1. Gothic Metal – Tarja Turunen

Tarja gotico metal nightwish

La voce lirica di Tarja Turunen in Ghost love score, accompagnata da basso, chitarra elettrica e batteria, mi ha fatto venire la pelle d’oca.

Nonostante la separazione dai Nightwish nel 2005, la carriera da solista di Tarja è giunta fino all’esibizione nel 2009 al Gods of Metal, uno dei più importanti festival musicali heavy metal italiani.
Contemporaneamente, i Nightwish hanno deciso di mantenere il loro assetto originale, introducendo ancora cantanti donne, come Anette Olzon e Floor Jansen.

A questo punto, una volta presa confidenza con una musica così diversa e aver sviluppato una passione, ho cominciato a esplorare.

2. Power Metal – “Jade”

Frozen Crown power metal jade

Chi conosce questo genere di musica sarà d’accordo nel dire che aiuta l’ascoltatore a immaginare avventure spettacolari dagli scenari fantasy.
Sarà per questa ispirazione che di recente, nel periodo in cui guardavo la serie tv Vikings, ho ascoltato il singolo The Shieldmaiden e scoperto un’altra incredibile voce del metal femminile, Giada “Jade” Etro dei Frozen Crown.

La voce di Giada ha due nature, una lirica e drammatica e una aggressiva, quasi scream, sviluppate nel corso delle sue esperienze musicali che culminano nel progetto attuale dei Frozen Crown.

A suo dire, fondamentali sono state le lezioni di canto nel 2013 proprio da quella Floor Jansen che si è poi unita ai Nightwish.

Tutto l’album The Fallen King, da cui The Shieldmaiden è tratta, ha una carica fortissima e se decidi di avvicinarti ad un genere così energetico, ti consiglio di cominciare da qui!

3. Symphonic Metal

Dark Sarah symphonic metal

Il mio percorso in merito alle donne del metal è culminato di recente nei Dark Sarah, con il singolo Dance with the dragon.

La band è stata creata per iniziativa della cantante Heidi Parviainen, dopo essersi separata dagli Amberian Dawn.

Lo stile delle delle canzoni e dei video dei Dark Sarah è coinvolgente e cinematografico: i tre album pubblicati finora raccontano proprio una storia! Il viaggio di Sarah, appunto, in un’ispirazione oscura a metà fra la Divina commedia dantesca e Alice nel Paese delle Meraviglie.

L’alternanza della voce da soprano di Heidi e dei toni bassi del cantante JP Leppäluoto è una delle caratteristiche che più preferisco della loro musica.

Female fronted metal?

Female fronted metal

In conclusione, la presenza femminile nell’ambito di questo genere è più che consolidata, basti pensare a una band storica come gli Arch Enemy che ha inserito una delle prime voci femminili, quella di Angela Gossow, nel 2000, o a Cristina Scabbia, veterana del metal con i Lacuna Coil dal 1996.

Da allora a oggi sono nati web magazine specializzati come Metaladies e Femme Metal Webzine, ad Eindhoven si tiene il FEMME – Female Metal Event, il festival del metal a partecipazione femminile, e a Mantova il Milady Metal Fest.
Esiste persino la categoria Rock Goddess of the Year nell’ambito dei Loudwire Music Awards.

È davvero dunque così utile parlare di female fronted metal?

Ho presentato tre esempi di female fronted così diversi tra loro proprio perché non potrei mai pensare di farli rientrare all’interno di uno stesso genere “specializzato”, female, solo in quanto donne: possibile che nonostante tutte le iniziative che ho elencato, nel 2019, sotto sotto, il Metal sia ancora considerato musica maschile?

Di recente, il mondo del rock ha cominciato a sollevare perplessità in merito e schierarsi contro l’uso di questo termine perché un* musicista è un* musicista, a prescindere dal suo genere.

E la sola categoria a cui tutt* aspirano, a mio a mio avviso, è solo quella di “musica che emoziona i fans“.