Sopravvivere al pranzo di Natale: “Creiamo cultura insieme”

Ciao Quattrocchi,

ci ho pensato molto a come avrei potuto presentarti il libro Creiamo cultura insieme di Irene Facheris.
La cultura è il tubino nero di Chanel, il prezzemolo dei tuoi piatti: in qualsiasi occasione, dona. Ma come ben sai, durante il conto alla rovescia con gli occhiali il tema principale deve essere il Natale.

Dopo anni di esposizione a film natalizi e commedie, ho capito che se i protagonisti di quelle storie avessero avuto per le mani Creiamo cultura insieme, si sarebbero risparmiati bisticci e fraintendimenti.
E a noi, forse, sarebbero arrivati meno film banali e dalle trame sempre identiche.
Poi durante la maratona di Il Filomas Redathon ho letto Un Natale in giallo della Sellerio Editore e ho capito che a Natale la serenità non è così scontata…
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3 letture femminili e femministe per Natale

Esattamente un mese fa ho chiesto nelle storie su Instagram quando avrei dovuto pubblicare queste recensione.
La risposta è stata Natale, quindi eccomi qua a parlare di 3 letture femminili e femministe, due delle quali fatte per la Popsugar Reading Challenge.

Tutti saggi di cui comunque non c’è da avere paura, anzi, si tratta di libri che consiglio a donne e uomini, ragazze e ragazzi.
Questo perché aprono la mente e rendono note sfumature e fatti spesso mascherati.
Ci sono aspetti della vita delle donne sui quali non ci viene immediato riflettere, nemmeno a chi è donna. E non scherzo.
Capita perché ci sembrano normali o naturali, due termini che nel tempo sono diventati sinonimo di giusto e univoco, quando non è quello il loro significato.
Il fatto che una cosa accada nella norma, non esclude che ci siano cose altrettanto possibili. E soprattutto in natura accadono entrambe.

Bene, dopo questa premessa direi che possiamo partire.

1. A book about feminism: Il femminismo è superato. FALSO! di Paola Columba

Il femminismo è superato. FALSO!

L’ho letto in due giorni perché parla di me, di te, e di quella persona laggiù in fondo. Il femminismo è per tutti, e in circa 90 pagine vi sarà chiaro.

Questo pezzetto viene dal post di Instagram, e mi sembra giusto dare qualche informazione in più.

Paola Columba si è posta l’obiettivo di capire se sia ancora “di moda” parlare di femminismo.
E soprattutto cosa ne pensano le nuove generazioni.
Per riuscire a rispondere ha intervistato le grandi figure del femminismo italiano, ma soprattutto ha cercato di capire il punto di vista delle millennials.

Ho trovato interessante l’approccio dell’autrice nello sviscerare questo argomento, con delicatezza e curiosità.
Nel corso delle pagine viene a galla la confusione che c’è riguardo il termine femminismo, sulla quale sono state costruite le fondamenta per screditare il movimento in molte fasi storiche.
Proprio per fare chiarezza, nel saggio si ripercorrono le vicende attraverso i racconti di chi ha vissuto quei momenti, e di come i risultati ottenuti allora vengano percepiti oggi.

Di ragazze intervistate ce ne sono parecchie in queste pagine, ognuna con la propria idea su cosa significa essere femmina oggi.
A partire dal rapporto con il proprio corpo, ma anche nel momento in cui si instaura un legame con l’altro.

Con molte di loro mi sono sentita in sintonia, quasi riuscivo a vedere il loro punto di vista sovrapporsi al mio e tutto è dovuto al tono di voce sfruttato dall’autrice: comprensivo e interessato.
Una lettura molto piacevole con la quale confrontarsi per riuscire a capire quali passi si possono compiere per andare avanti.

2. A book by an author of a different ethnicity than you: Dovremmo essere tutti femministi, di Chimamanda Angozi Adichi

Dovremmo essere tutti femministi

Un saggio ancora più breve, di circa 56 (dipende se lo leggete su carta o su device come ho fatto io), ma altrettanto importante.

Dovremmo essere tutti femministi è l’adattamento della conferenza che Chimamanda Angozi Adichi ha tenuto per TEDx, sul cui sito o canale YouTube si trova il video.

Il discorso di Chimamanda mi ha colpita per la sua semplicità.
Le è bastato parlare della sua quotidianità per fare arrivare il messaggio forte e chiaro: essere femmine è spesso un problema.

Nelle sue parole hanno trovato l’ispirazione personaggi del calibro di Beyoncè, che ha ripreso questo discorso per dare vita alla canzone Flawless, e di Emma Watson, nel cui discorso alle Nazioi Unite si dichiara femminista.
Come loro non posso che essere grata di questo nuovo avvento del femminismo, che ha una forma in cui riesco a riconoscere le mie esigenze e i miei problemi a livello sociale e culturale.

3. Questo è il mio sangue di Elise Thiébaut

Questo è il mio sangue

Per questo libro non ho trovato una corrispondenza nella tabella della Popsugar, ma lo trovo perfetto per chiudere il cerchio delle letture femminili e femministe.

Questo saggio nasce come “manifesto contro il tabù delle mestruazioni”, e da studiosa di antropologia delle religioni mi sono sentita attratta come le mosche al miele.

L’autrice è conosciuta per i suoi racconti e libri dedicati ai diritti delle donne, e certo non poteva farsi sfuggire un argomento tanto discusso.
O meglio tanto taciuto, perché parlare di mestruazioni è considerato sbagliato, un tabù per l’appunto.

Il tabù è un concetto legato all’ambito religioso, nato molto prima della formazione delle religioni monoteiste che oggi conosciamo e pratichiamo.
Tra tutti i tabù, quello del sangue è forse quello con più logica: un tempo, quando la medicina consisteva in una manciata di erbe e preghiere, vedere qualcuno perdere sangue significava darlo per spacciato.

Quindi se si pensa alle donne mestruate del tempo, la cosa doveva risultare parecchio strana e la domanda sarà sorta spontanea alla maggior parte degli sciamani: perché non muore?

Ecco, da qui ha avuto inizio il nostro calvario.

Il fatto di perdere sangue, e nonostante questo restare vive e vegete, rendeva quelle perdite sporche, insane.
Un concetto che è rimasto nel sottostrato della nostra cultura, proprio perché, che lo si voglia o meno, le società restano di formazione religiosa.

Ed è questo il motivo per cui è necessario leggere questo saggio, che non si ferma a parlare dell’argomento dal punto di vista religioso, ma lo analizza anche sotto l’aspetto politico ed economico (per esempio: perché paghiamo l’iva del 22% sugli assorbenti?).

Anche in questo caso il tono di voce risulta familiare e la narrazione scorrevole e a tratti divertente.
Non mancano gli aneddoti dell’autrice, che come tutte le ragazze si è trovata a “combattere” contro le mestruazioni. Una condizione che condividiamo tutte e della quale tutte ci vergogniamo, come fossimo ladre.

La cosa bella, però, è che dopo aver letto questo libro mi sono finalmente messa il cuore in pace.
Sul serio.
E mi sono fatta anche una promessa: non mi scuserò mai più con nessuno se parlerò di mestruazioni. Perché se mi scusassi per questo, sarebbe come chiedere scusa perché sono femmina.

 

Allora, Quattrocchi, che ne pensi?
Quale libro ti intriga di più?
Se vuoi darci una letta prima di comprarli, ti consiglio MLOL+, l’applicazione per il prestito bibliotecario digitale con la quale puoi scaricare 4 libri al mese.
Per non perderti il countdown con gli occhiali, ricordati di iscriverti al blog (trovi tutto nel footer), e per recuperare le uscite passate clicca su #OcchioAlNatale!

“Minuti scritti” e “The Imaginary World of…” per esercitare l’immaginazione

Ciao Quattrocchi,
come promesso ti presento due libri per la scrittura utili per esercitare l’immaginazione.
Prima, però, permettimi una domanda: scrittori si nasce o si diventa?

Una parte di me vorrebbe dire che scrittori si nasce, così che sembri un super potere in stile X-men.
Sempre di più mi convinco che la reale risposta sia scrittori si diventa.

Il motivo è dato da una riflessione: nessuno nasce imparato.
Come per qualsiasi altra attività, per scrivere è necessario esercitarsi.
Ognuno di noi scrive un po’ tutti i giorni, pensa a quanti messaggi mandi su WhatsApp o quanti stati hai scritto su Facebook solo quest’anno.

Sono tante parole, migliaia.
E se nello scriverle avessi curato la grammatica, il contenuto nel dettaglio fino a produrre un testo comunicativo oltre che social? Se ti fossi dedicato alla lettura di romanzi per ampliare il tuo vocabolario e imparare a incanalare immagini ed emozioni?
Scrivere fa parte del nostro quotidiano, e non c’è bisogno di diventare autori per metterlo in pratica. Come non serve essere in serie A per giocare a calcio.

Ecco quindi due libri perfetti per metterti alla prova.

1. Minuti scritti di Annamaria Testa

Minuti scritti di Annamaria Testa

Quanto tempo ti occorre per scrivere un messaggio?
A volte pochi secondi, altre delle ore.
Dipende dal destinatario, dal contenuto che ti viene richiesto e da un milione di altri fattori personali.

Con questo libro hai 10 (a volte 15) minuti per produrre i testi di ogni esercizio.
All’inizio potresti trovarlo ostico, per non parlare dell’ansia da prestazione che si genera al solo vedere un timer.
Se ti può aiutare, prima di te si sono cimentati in questa sfida altre persone. Delle quali conoscerai le produzioni.

Minuti scritti è strutturato in 12 capitoli, ognuno dedicato a un obiettivo da raggiungere.
Si legge la richiesta, la si compie e una volta terminato il tempo si può girare pagina.
Dietro si trovano le considerazioni dell’autrice e i testi di persone che hanno partecipato al corso di scrittura da cui è tratto il libro.

Un metodo efficace e semplice che permette di confrontarsi con altri scrittori e di esercitare l’immaginazione.
Ti sembra impossibile? Eppure anche una cosa astratta e personale come l’immaginazione va allenata.
Quindi aumentiamo la dose con The Imaginary World of… di Keri Smith.

2. The Imaginary World of… di Keri Smith

The Imaginary World of... di Keri Smith

Ti è mai capitato di vedere il prodotto di un’idea e di pensare “ma perché non l’ho realizzata io?”.
Con Keri Smith funziona in questo modo per tutti i libri in divenire che ha creato.

La genialità dei suoi libri è che sono incompleti: per renderli libri a tutti gli effetti servi proprio tu.
The Imaginary World of… regala l’opportunità di creare un mondo personalizzato in tutti i suoi aspetti. Perfino tu puoi diventare chi vuoi, anche se l’idea di essere me stessa in un mondo completamente inventato mi ha subito conquistata.

Ho pensato alla mia casa, l’ho disegnata e descritta. Ho fatto lo stesso con il luogo in cui vorrei lavorare, con le persone che vorrei incontrare, fino a sentirmi sempre più a casa.

Il bello di questo non-libro è che la pagina bianca è provvista di una richiesta, non mette paura. È una porta verso i nostri desideri che possono uscire e prendere forma, nero su bianco. Ma anche a colori!

Una cosa che ho apprezzato molto è l’aspetto geografico del gioco: dal momento in cui si immagina un paese, una città o anche solo una via, bisogna tenere conto della posizione degli ambienti che creiamo.
Collocare le poste e gli altri esercizi commerciali, sapere che per raggiungere il tuo ufficio dovrai passare accanto alla pasticceria, rende tutto più vero.
Un aspetto da tenere a mente quando si scrive un prodotto di narrativa: puoi inventare quello che vuoi, a renderlo tangibile saranno le cose realmente esistenti. I punti di riferimento per qualsiasi lettore.

Un esempio? La stazione di King’s Cross di Londra per i fan di Harry Potter.