Leggi razziali del 1938 paragonate al “decreto sicurezza”: parliamone

La cultura pop è divertente, colorata, varia. Per questo è facile associarla a cartoon, musica e altre opere “per la massa”.

Ma è anche quotidiana, politica e storica.

La cultura pop nasce da noi, dalle persone che vogliono diffondere un messaggio, un punto di vista. E per farlo decidono di rivolgersi a mezzi che possano attirare l’attenzione di più gente possibile.

Ecco perché ho sentito il bisogno di scrivere un Ci penso io riflettendo con te sulla sospensione dell’insegnante Rosa Maria dell’Aria, avvenuta l’11 maggio.

L’accusa sarebbe che l’insegnante non avrebbe vigilato in modo adeguato su un lavoro svolto da alcuni studenti.
Durante un’esposizione, alcuni ragazzi avrebbero paragonato le leggi razziali del 1938 al “decreto sicurezza” emanato da Matteo Salvini, attuale Ministro dell’Interno.

Parto con il dire che non ho trovato corretta questa sospensione, e vorrei condividere i miei perché.
Quindi, parliamone: in che modo è avvenuta la sospensione?
Quali messaggi trasmette una decisione del genere? Continua a leggere “Leggi razziali del 1938 paragonate al “decreto sicurezza”: parliamone”

Un fumetto per ricordare: Maus, A Survivor’s Tale

Fermati un attimo, per favore, e guardati intorno.

Non so dove ti trovi in questo momento, ma posso provare a indovinarlo: a casa, sdraiato su una poltrona per leggere questo articolo dal tuo smartphone. O su un tram, diretto chissà dove.

Forse sei un po’ nervoso per il traffico, oppure hai avuto una settimana difficile.
Capita a tutti. È normale.

Certo, ci sono stati momenti della nostra storia in cui nulla di tutto questo era normale. Periodi in cui si combatteva la Guerra, quella con la G maiuscola, quella in cui l’essere umano si è davvero impegnato a mostrare il peggio di sé.

Leggi razziali. Deportazione. Il campo di sterminio di Auschwitz (tra i tanti, troppi).

È di questo che parla Maus, A Survivor’s Tale, la celebre graphic novel di Art Spiegelman di cui oggi vorrei parlarti.

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Alla scoperta di Reggio Emilia: le tappe per una vasca in centro

Durante il liceo, ogni sabato ero a fare una vasca in centro.
È così che in molti dicono a Reggio Emilia, per descrivere una passeggiata lungo la via Emilia e le piazze principali.
Nonostante abbia passato in centro così tanti pomeriggi, non ho mai apprezzato la mia città.
Non mi sembrava così bella o ricca di luoghi dove andare.

Una parte del problema era dovuta alla mia età: quel periodo in cui non ti va bene niente, e se ti va bene non è comunque abbastanza.
Ora che il punto di vista è mutato, ci tengo a condividerlo. In preparazione alla giornata di domani, il doppio più importante: si festeggia il National Geographic Day, ma soprattutto è la Giornata della memoria.
Ecco perché voglio andare alla scoperta di Reggio Emilia, con le tappe che non mancano mai nelle mie vasche.

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