San Leo: weekend immerso nel Fantasy

Immaginate di potervi immergere all’interno di uno dei romanzi che compongono le saghe di Tolkien o di Martin. Sembra impossibile, eppure visitare il borgo di San Leo mi ha fatto proprio questo effetto. Il nome del paese deriva dall’eremita Leo che si insediò nel territorio del Montefeltro in epoca medievale, ma le origini dell’insediamento sono molto più antiche.

Salendo lungo una strada un po’ tortuosa e piena di tornanti, ho raggiunto l’altitudine dei suoi 589 m.s.l., due volte: in Agosto e in Dicembre, due occasioni completamente diverse che però mi hanno permesso di dipingere il quadro generale di una località piccola ma affascinante, perciò, per la nostra rubrica “Un Po’ Di Qua” condivido le mie impressioni.

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A quattrocchi con Miki Monticelli, ingegnera e autrice fantasy per Piemme

Buongiorno Quattrocchi!
Il mese scorso mio fratello ha compiuto 25 anni, è arrivato al suo primo quarto di secolo.
Una tappa importante che ho pensato di festeggiare contattando una delle sue autrici preferite: Miki Monticelli, che ha pubblicato con Piemme la saga La scacchiera nera.

Ingegnera elettronica (ti suona male? Solo perché non ci siamo abituati. Ne parla anche la crusca) e scrittrice di young adult prolifica e con nuove pubblicazioni in arrivo!
Per questo e per i miti che sfata in questa intervista, #leimeritaspazio.

Per tutto il liceo ho sognato di diventare scrittrice di romanzi fantasy.
Amavo il genere e volevo contribuire!
Com’è esserlo per davvero?

Per tutto il liceo ho sognato di diventare scrittrice di romanzi fantasy.

Be’, suppongo di non averci mai pensato in questi termini.
In buona parte per me scrivere è una cosa naturale e non ho mai considerato di ‘contribuire’ a un intero genere… ho solo una storia che vuole essere raccontata.
In questo senso è appassionante, una partita che non sai se vincerai o perderai fino alla fine, ma che richiede comunque un immenso lavoro.
Perché se l’avventura è dei personaggi e si dipana attraverso i mondi e le alternative possibili per ogni storia, è anche di chi la racconta: un viaggio che insegna sempre qualcosa di diverso.

Come mai hai scelto il genere fantasy e la narrativa per ragazzi?

Ogni storia ha il suo miglior ambito di riuscita, credo.
Di certo il mio amore per questi generi parla da solo, ma amo anche la fantascienza, lo storico, i gialli e i thriller o le spy-story e spesso cerco di mescolarli in modo personale. Vero è che troppo spesso in Italia, fantasy è sinonimo di ‘ragazzi’ o ‘bambini’, il che è molto limitante nel presentare le proprie idee, oltre che un vero peccato.
Quello ‘fantasy’ è un genere molto più ampio e sperimentale!
Più in generale implica un modo aperto di vedere il mondo, di affrontare questioni eterne attraverso paesaggi e popoli che ci appaiono legati a un armamentario fiabesco o leggendario, ma non per questo sono semplici o possono essere descritti in modo semplicistico.
Il fantasy parla di temi fondamentali e molto umani. Inoltre, se la ‘magia’ risolvesse davvero tutto con uno schiocco di dita, nessun libro di questo genere sarebbe mai stato scritto e men che meno letto, perché non ci sarebbe stata alcuna storia da raccontare.

Quando hai iniziato a scrivere? Ti ricordi il tuo primo racconto?

Ho iniziato a scrivere all’università, ma non ho idea di quale sia stato il primo risultato! Non so nemmeno se l’abbia mai finito. Probabilmente ha visto il cestino molto presto.
Era di sicuro un esperimento, un brano di qualcosa, una scena… perché non sono mai riuscita a scrivere racconti brevi (come si capisce, credo, dalla lunghezza media dei miei libri).
Le mie trame si complicano subito all’inverosimile e un racconto diventa prima che me ne accorga un romanzo. In ogni caso all’epoca non aveva importanza. Ho iniziato a scrivere solo per passatempo. Tentare di portare una storia a conclusione sembrava una follia, ed è stata più una sfida contro me stessa che il cercare di ‘essere un autore’. D’altronde quando la trama ti prende, spesso ti porta con sé fino alla fine e quando sei tu a scrivere, se vuoi sapere come va la storia, devi anche essere tu a dirlo…

Hai un “rito dello scrittore”? Quella cosa che fai per riuscire a scrivere, o che compi a romanzo concluso…

ho una sorta di senso di distacco che mi rende stranamente triste. L’unico modo di superarlo è mangiarmi una fetta di torta (se posso, fatta da me) e mettermi a lavorare a qualcos’altro.

A fine romanzo, in genere, ho una sorta di senso di distacco che mi rende stranamente triste. L’unico modo di superarlo è mangiarmi una fetta di torta (se posso, fatta da me) e mettermi a lavorare a qualcos’altro.
Subito.
Buttar giù nuove trame, affezionarmi immediatamente ad altri personaggi o pensare ad altre storie con gli stessi personaggi.
Sia letterariamente sia cinematograficamente tendo ad amare la serialità, e nella mia scrittura credo che questo traspaia in modo chiaro. Anche perché, che se ne legga o se ne scriva, ogni personaggio diventa un amico alla fine di un libro, di un film o di un gioco, e con un amico vuoi continuare a parlare, vuoi sapere che gli capita.
Nelle storie che lo consentono mi piace farlo.

Da un paio d’anni scrivi anche con lo pseudonimo Avery Q. Isaacs, solo per il genere fantascientifico. La trovo una scelta particolare, soprattutto perché Avery è un nome maschile, ne esistono poche di varianti femminili. È una scelta legata al genere narrativo?

Da un paio d’anni scrivi anche con lo pseudonimo Avery Q. Isaacs, solo per il genere fantascientifico.

Sì e no. Spesso la fantascienza, soprattutto quella tecnologica, è associata (erroneamente) ad autori e lettori maschi, ma non ho fatto molto caso a questo quando ho scelto il nome, quanto alla sua ‘scorrevolezza’ e al fatto – pratico – che in una ricerca online non ci fossero altri autori con un nome simile.
Quando decidi per uno pseudonimo, infatti, ti rendi subito conto quanto sia complicata la scelta! Quello che mi interessava maggiormente era un omaggio (di affezione, senza pretese) ad Isaac Asimov, perché mi ha regalato e mi regala ancora moltissime splendide ore di lettura.
Oltre a dare l’idea che in questi miei lavori l’approccio era totalmente diverso dal fantasy, dallo YA e dai romanzi per ragazzi che erano stati la mia prima uscita.

Presto uscirà il terzo libro della serie Space Adventures.
E visto che sono una Quattrocchi curiosa: sei in pausa scrittura o stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Non sono mai in pausa di scrittura, anche se quest’anno sono andata un po’ a rilento per varie ragioni. Questo autunno però uscirà il terzo libro delle Space Adventures e spero di riprendere il mio naturale ritmo per il quarto, in modo da dare una regolarità più ‘da ciclo’ a questa serie che amo tantissimo.
E poi… c’è altro che bolle in pentola, naturalmente, ma non voglio anticipare troppo prima di essere più che certa!

Una curiosità fuori dalla scrittura: da una formazione classica sei passata a una laurea in ingegneria elettronica!
A cosa è dovuto questo cambio di rotta? Hai qualche consiglio per chi studia?

Forse sfaterò un mito, ma non ho fatto il Liceo Classico perché non mi piacevano le materie scientifiche!
Quando sono arrivata alla fine dei cinque anni, anzi, ne sentivo terribilmente la mancanza… quindi ho scelto una facoltà che mi permettesse di compensare.
All’epoca considerai molte cose, dovendo scegliere l’indirizzo degli studi, quasi tutte scientifiche (a parte archeologia: l’idea di disseppellire e datare reperti immaginando la vita di epoche lontane mi piaceva da matti). E la verità è che in realtà non ci sono grandi consigli che si possano dare a chi deve scegliere il proprio percorso.
L’unica cosa è scegliere qualcosa che ti entusiasmi! Questa è la chiave per tutto.

Salutaci con il tuo motto o inventane uno per l’occasione!

Volate alto! E ho sempre desiderato dirlo: che la Forza sia con voi!

Volate alto! E ho sempre desiderato dirlo: che la Forza sia con voi!

 

Miki Monticelli non è la prima autrice fantasy intervistata su Parola di Quattrocchi!
Scopri chi è Laura Fornasari e la sua saga fantasy: Le lacrime di Ishtar.

 

Romanzi formato Sms e Instagram: la moda geek della generazione Z

La generazione Z comprende tutti i nati dalla seconda metà degli anni Novanta fino al 2010.
In pratica sono la versione aggiornata dei Millennial, e si distinguono per il forte attaccamento alle tecnologie e soprattutto a internet.

Chi meglio di questa generazione può vantare l’orgoglio Geek che si festeggia ogni 25 maggio, e al quale nessun quattrocchi può mancare.
Anche perché la figura del Geek è cresciuta sulle spalle del nerd, con il quale condivide il forte entusiasmo per tutto ciò che riguarda la tecnologia e il digitale. Insieme ai caratteristici occhiali dalla montatura nera e spessa.

Il Geek però ha un suo lato più chic, ed è quindi meno hacker e più social addicted.
Ed è proprio a lui che si deve l’arrivo dei romanzi formato Sms e Instagram.
Una moda che piano piano conquista tutti gli smartphone.

Instagram: nuovi capitoli in cambio di like e follower

Instagram: nuovi capitoli in cambio di like e follower

Non serve essere Geek per capire che nello smartphone sono stati racchiusi molti altri oggetti di uso quotidiano.
Oltre a poter telefonare, questo device è un’agenda, una sveglia, una torcia e molto altro ancora.
Quindi perché non un libro elettronico?

Per i lettori accaniti che sfruttano ogni momento per entrare in una storia, avere sempre nuovi racconti a disposizione è sicuramente una grande conquista.
Specialmente se si uniscono il forte impatto delle immagini e il coinvolgimento della narrativa.

Mi è capitato di incappare in alcuni account Instagram dedicati interamente alla pubblicazione di racconti.
E ho trovato la strategia per accalappiare il lettore tanto semplice quanto affascinante.

Ogni foto pubblicata è un nuovo capitolo, alla fine del quale lo scrittore promette il seguito solo se riceverà like e follower.
Una tattica efficace soprattutto quando si tratta di racconti d’avventura o thriller, nei quali il pericolo si nasconde dietro a ogni virgola.

Ma il compito principale di Instagram resta comunque quello di condividere foto, video e grafiche.
E dal momento che c’è un’App per ogni cosa, perché non crearne una per la lettura?

Young Adult: romanzi formato Sms tra horror e vampiri

Young Adult: romanzi formato Sms tra horror e vampiri

Da quelle per allenarsi a quelle per fare la spesa, per segnare i giorni del ciclo mestruale, per imparare le lingue o pesare gli alimenti.

Tra le diverse tipologie di App  c’è anche Hooked, un’applicazione di narrativa che sull’App Store americano ha registrato oltre un milione di download solo nel mese di marzo.

Creata nel 2015, Hooked tiene all’amo lettori e lettrici con diversi generi. Anche se quelli più apprezzati sono l’horror e il fantasy a tema vampiri, purché sia romantico.

Il formato di questa nuova narrativa è quello dell’Sms: storie brevi come fossero chat, con un tempo di lettura che gira intorno ai 6 minuti.
E a leggerlo sono soprattutto le ragazze, di un’età compresa tra gli 11 e i 20 anni.

Dal Giappone i cell phone novel

Dal Giappone i cell phone novel

Le esplosioni di nuove mode fanno spesso pensare si tratti di una cosa molto recente. E soprattutto nostra.
Capita in tutte le parti del mondo, perché viene naturale mettersi al centro di questi boom culturali.

In questo caso, però, l’onda scatenante è partita dal Giappone nel 2000.
A scrivere il primo romanzo via Sms, Deep Love: Ayu no monogatari, è stato un giovane scrittore conosciuto solo tramite il suo pseudonimo: Yoshi.

All’inizio la sua storia veniva trasmessa via Sms, MMS o più semplicemente tramite passaparola.
In seguito, visto il successo, Yoshi aprì un sito internet, rendendo reperibile la sua storia a tutti.

L’esperimento di Yoshi ottenne numerosi consensi, e il suo romanzo venne perfino realizzato sotto forma di dorama, una tipologia di serie televisiva giapponese molto diffusa.
E ben presto anche le case editrici pensarono di aprire a loro volta dei siti internet in cui fare pubblicare racconti agli utenti.
Tutti ovviamente in formato Sms e diventati famosi come cell phone novel.

 

E tu, conosci i romanzi via Sms o Instagram?
Fammi sapere cosa ne pensi, e se hai qualche autore da suggerirmi non scordarti di inserirli nel commento!