A quattrocchi con Marianna di Zandegù: comunicare ganzo mette la carica!

Buondì Quattrocchi!
In questa nuova intervista con gli occhiali scoprirai il punto di vista di Marianna: “boss di Zandegù che fa corsi, eBook ed eventi a Torino. Ma sono anche miope, simpa e amante della pizza”.

Con queste parole si è presentata al corso Comunicare ganzo che ha tenuto al Comò Space, dal quale ne ho ricavato la nuova about page di Quattrocchi.

Ma veniamo a noi: cosa significa Zandegù? È una parola inventata? Viene dal dialetto?

No, non è inventata e nemmeno dialettale. È un cognome veneto, in questo caso il cognome di un ciclista che correva negli anni Settanta: Dino Zandegù.
Uno anche conosciuto, più che conosciuto credo.

Ora se non sbaglio è opinionista per le tappe del Giro d’Italia. Continua a leggere “A quattrocchi con Marianna di Zandegù: comunicare ganzo mette la carica!”

4 consigli per il mese della scrittura

Il mondo ha bisogno dei tuoi racconti.

Questo il motto del sito web dedicato al National Novel Writing Month, da cui nasce il nome NaNoWriMo.

In America novembre è il mese dedicato alla scrittura, e questa cosa mi ricorda molto le challenge a cui partecipavo sui siti di fan faction o tramite live journal, una vecchia piattaforma blog che andava ancora con l’HTML.
Erano periodi neri per qualsiasi cosa, ma quando si trattava di scrivere storie ero una persona felice.
Quindi ne approfitto per darti 4 consigli per produrre racconti, o anche articoli da blog! Continua a leggere “4 consigli per il mese della scrittura”

Ricette digitali un progetto Museum Reloaded

Da bambina amavo pasticciare, una volta ricordo di avere preso uno Zagor di mio padre (prima e unica volta) e di avere fatto finta fosse un ricettario di pozioni.
Inutile dire che non sapevo ancora leggere, o almeno non così bene, e il “fare finta” era decisamente un processo facile.

Occhio di dragoncello, schiuma di rospo, polpette di ragno e… varichina.
Trovandomi proprio accanto alla lavatrice era stato facile trovare un secchio e versarci dentro tutto quello che aveva l’aria di magia.
Ricordo di essere riuscita a convincere una mia amica che il libro recitava proprio varichina, c’era scritto nero su bianco e certo non si poteva sgarrare.

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