Halle Bailey nei panni della Sirenetta: qual è il problema?

Ariel sognava di passeggiare sulla terra ferma, di sdraiarsi sotto al sole. Collezionava oggetti trovati nei galeoni affondati e come la maggior parte delle adolescenti litigava con suo padre.
Io con lei sognavo di vivere nell’oceano, nelle profondità più scure per ascoltare il canto delle balene.

Insieme a Belle, Ariel mi ha fatto sognare e cantare per ore.
È stata una delle eroine che più ho amato: mi piaceva la sua intraprendenza, la sua curiosità, il suo sentirsi un pesce fuor d’acqua.
Io mi sentivo così, mi sentivo in trappola e come a molte altre adolescenti mi sono sentita dire “né carne né pesce”.
Interessante scelta di parole, in effetti.

Quando sono usciti i primi rumour sul live action La Sirenetta, ho iniziato a scalpitare.
Il classico Disney è uscito nel 1989, l’anno della mia nascita, e poter vedere i personaggi in una forma più reale mi ha messo subito entusiasmo.
Poi hanno annunciato che i panni di Ariel li avrebbe indossati Halle Bailey, e qui si è scatenato il putiferio.

Io stessa come prima reazione ho sentito un moto di delusione: dov’era l’Ariel della mia infanzia, la sedicenne in cui mi riconoscevo?
E questo mi ha fatto riflettere: qual è il problema?

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“Aladdin” in live action parla di femminismo alle nuove generazioni

In questo periodo, oltre alle collaborazioni Pixar, la Disney ha pensato di rinnovare i suoi classici con i live action.
Qualche tempo fa era toccato a La Bella e la Bestia, ma il vero boom c’è quest’anno: Dumbo, Aladdin, Il re leone.
Grandi classici che mi hanno emozionata con la loro storia e le loro canzoni.

Tra questi, il film d’animazione che cantavo di più era Aladdin: da piccola avevo i capelli lunghi fino in fondo alla schiena, quindi nell’asciugarli avevo il tempo di fare tutto il repertorio.

Questa premessa per dirti che sono andata a vederlo al cinema, pronta a rimanere con un po’ d’amaro in bocca come nel caso di La Bella e la Bestia. Che per quanto abbia trasmesso alcuni messaggi importanti, non mi ha emozionata come la sua versione classica.

Con Aladdin, invece, la Disney ha affinato il tiro: questo live action parla alle nuove generazioni e lo fa in modo coinvolgente.
E dal momento che in un live action vengono aggiunte cose nuove, eviterò gli spoiler sulle parti più succose. Continua a leggere ““Aladdin” in live action parla di femminismo alle nuove generazioni”

Cinque personaggi secondari Disney che sono sottovalutati

L’idea per questo articolo mi è venuta osservando i post di alcuni fanatici della Disney che non si limitano a guardare le belle storie dei film che hanno accompagnato la nostra infanzia, entusiasmarsi e cantare le canzoni come abbiamo fatto tutti da bambini, ma vanno ad osservare i significati più profondi che gli scrittori e gli animatori hanno voluto disseminare proprio per i più grandi.

I cinque personaggi che sto per trattare sono una scelta fra tanti: non ho certo riguardato da capo tutti i cartoni animati Disney dagli anni Trenta ad oggi! Ho scelto i co-protagonisti dei miei film preferiti, che magari rimangono oscurati dai personaggi principali o dalla storia, ma in realtà trasmettono subliminalmente valori importanti.

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