Druidia 2019: un’edizione sorprendente

Da tre anni a questa parte cerco sempre di avere qualche giorno di ferie a disposizione dopo Ferragosto, per avere l’occasione di passare una giornata al festival di rievocazione storica Druidia, uno degli eventi tematici che più preferisco.

Ma se gli altri anni erano la passione per il Fantasy e l’ambientazione celtica a muovere il mio entusiasmo, quest’anno sono rimasta piacevolmente colpita da come il festival sia stato implementato e potenziato!

Ma cos’è Druidia?

A partire dal 2011 il Parco Ponente di Cesenafico comincia ad animarsi di idromele e musica folk, ma il concept del festival patrocinato da Irlandando, la community di appassionati dei territori irlandesi, va molto oltre, alla riscoperta della natura e dei sapori e della cultura di un tempo passato. A Druidia non si trovano soltanto stand in stile gotico e fantastico, ma un vero e proprio villaggio rurale, dove professionisti in costume preparati sull’argomento illustrano la vita e le usanze di un villaggio celtico all’epoca delle conquiste di Roma. Per questo uno degli spettacoli di punta è la Grande Battaglia dei barbari contro i Romani, accanto a quelli organizzati dalle scuole gladiatorie. Si tratta di un modo dinamico e affascinante di conoscere la storia, immergendosi in essa in prima persona.

Le novità

Druidia

Negli ultimi anni il festival si è sviluppato ed ampliato, passando da una delle manifestazioni più apprezzate dagli appassionati dell’argomento a un evento adatto al pubblico di ogni genere ed età. Ad esempio, è stato aggiunto uno stand vegano nell’area cibo, accanto ai classici con carne di cinghiale e pecora in pieno stile barbarico.
Fra i guerrieri nell’arena si può notare una varietà etnica e di genere sempre maggiore, e i bambini sono più che benvenuti!

Druidia
Qui il “Caronte” dell’arena dei gladiatori, circondato dai bambini che lo adorano, viene a rimproverarmi perché voto sempre per salvare i perdenti.

Da due anni a questa parte la sezione degli spettacoli è stata arricchita con l’esibizione delle splendide creature alate dei falconieri Frediano e Selene di Falconeria Freddy, che hanno dato una dimostrazione pratica di cos’era l’arte della caccia con il falco all’epoca dei celti, facendo liberare in aria bellissimi esemplari di gufo reale, barbagianni, falco, aquila e poiana di Harris.

Le donne celtiche di Druidia

Druidia

Quest’anno sono stati aggiunti parecchi personaggi femminili, come le gladiatrici del Ludus Aemilius che venivano portate nell’arena come amazzoni.

Mi ha molto colpito il rito che ha aperto la battaglia finale tra celti e romani: le donne celtiche che hanno fatto tutto un rito propiziatorio a favore dei loro guerrieri e maledetto i romani. Una battaglia emozionante dal finale commovente, che rappresenta la giusta conclusione per un festival così ben orchestrato.

Un sentito ringraziamento

A dimostrazione del fatto che Druidia è principalmente un momento di condivisione pacifica e convivialità e che gli scontri sono tutti finti, concludo ringraziando i sette ragazzi che come me partecipavano al festival e che sono spontaneamente accorsi in aiuto a me e Samuele quando la nostra macchina è rimasta impantanata della sabbia.

A passeggio nella storia misteriosa: Vitruvio e Bologna Magica

Già un’altra volta qui, su Parola di Quattrocchi, ho raccontato come è possibile riscoprire la propria città come destinazione turistica, per abbattere la monotonia della vita quotidiana, imparare cose nuove e vedere il posto in cui viviamo sotto una nuova luce.

Una città millenaria come Bologna, la mia città, ha tantissimi segreti da nascondere, essendo stata in diverse epoche un fiorente centro culturale. Le tracce della sua storia scientifica, artistica, folkloristica ed esoterica sono disseminate lungo le strade più strette e i vicoli più impensati, come anche esposte alla luce del sole in attesa di essere notate: dai versi di Dante sulle Due Torri ai capitelli della Basilica di Santo Stefano che hanno ispirato alcune delle punizioni dei dannati nella Divina Commedia, dal mascherone di Palazzo Malvasia che versava vino, alle leggende sulle origini diaboliche della Torre Asinelli. Due associazioni, che talvolta collaborano anche tra loro, si occupano di guidare visitatori e cittadini attraverso tutto questo e lo fanno nei modi più creativi…

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Il femminismo anticonvenzionale di Marina Abramovic in “Rhythm 0”

La scena artistica dei secoli scorsi è, rispetto a quella contemporanea, apparentemente popolata da artisti di sesso maschile.
La poca varietà di genere è da riferirsi a parecchi fattori, primo fra tutti il ruolo secondario che la donna ha occupato fino a pochi decenni fa nella società.
Ciò significa che, nonostante l’esistenza di pittrici e scultrici di grande talento, solo alcune sono oggi ricordate a dovere.

La rarità del caso è quindi il motivo dell’interesse morboso in personalità come quella di Frida Khalo, per esempio, in quanto modello del femminismo contemporaneo.

Quindi oggi vorrei darvi un punto di vista diverso, parlando di un’artista contemporanea davvero molto interessante: Marina Abramovic. Continua a leggere “Il femminismo anticonvenzionale di Marina Abramovic in “Rhythm 0””