La cucina ai tempi di Youtube

Cucinare va molto di moda, ma non tutti ne sono in grado, e di questo vi avevo già parlato nel caso del mestolo senza sugo.
Nel periodo Natalizio, però, tutti desideriamo cimentarci nell’arte della cucina, anche solo per preparare la più dolce e calda cioccolata in tazza dell’anno.
E chissà che non attiri nuovi cuori sul nostro profilo instagram!

Youtube ci permette di fare questo e altro con Cucina da uomini: il canale che vi aiuterà a preparare piatti semplici e veloci, ideali per i più pigri e i più social.

Cucina da uomini

Con l’autunno Youtube ci ha portato questo nuovo canale incentrato sulla cucina, dove i due protagonisti sono il caro Willwoosh e Jaser.
Entrambi non cuochi, ma prontissimi a rivoluzionare il vostro modo di cucinare.
Pronti a scoprire come?

Cucina instagrammabile

Cucina da uomini propone cucina instagrammabile

Quando ero piccola ricordo che amavo preparare i cappelletti (tortellini per chi è delle parti Parma o Bologna) con mia nonna.
Mi lasciava impastare, rigirare farina e uova fino a ottenere un composto grumoso e impossibile da stendere.
Fosse almeno stato bello, avrebbe potuto essere un piatto instagrammabile!

Questo è il format di Jaser, che come obiettivo si pone di realizzare un piatto bello da vedere. Per il gusto c’è sempre tempo.

Un’idea molto azzeccata visto quanto ci piace Instagram e soprattutto le foto di cibo.

Zoodle, unicorn frappuccino… Poco importa se ci propone ricette ben lontane dalla nostra tradizione, anzi è pure meglio! Perché queste sono le ricette che i nostri follower ameranno di più.

Cucina per pigri

Cucina per pigri su Youtube

A Natale, ma anche durante il resto dell’anno, si sta volentieri sdraiati sul divano immersi in una bella maratona di film o serie TV.
In questi casi lo spuntino deve essere facile da reperire, veloce e soddisfacente.

Willwoosh con il suo format ha risolto il problema dei più pigri… e dei maratoneti, che di mettersi a cucinare non ne hanno proprio il tempo e la voglia.
E se i vostri migliori amici sono già tazza e microonde, allora è proprio la cucina che fa per voi.

Tra torte in tazza, müesli e salmone in scatola la cucina per pigri potrebbe davvero creare dipendenza, quindi #OcchioAlNatale!

 

Colazione a quattrocchi con @idolcidigulliver

Buona domenica cari quattrocchi!

È proprio il caso di dire che instagram ci ha conquistato il cuore, anzi, tanti piccoli cuoricini: con un semplice tap tap lasciamo la nostra impressione positiva a scatti di vita quotidiana, video divertenti e piatti prelibati.

Menù no limits di scatti

La cucina si è messa in vetrina e ci fa venire l’acquolina in bocca. Non so voi, ma io sono capace di scorrere una quarantina di immagini senza mai stancarmi, alla ricerca del piatto più gustoso o invitante.

A volte – e un po’ me ne vergogno – passo davanti ai forni e alle pasticcerie e quasi mi viene da fare tap tap con l’indice sulle vetrine. Ormai abituata alle bellissime collezioni, veri e proprio menù, dei vari igers account.
Tra tutte, però, ce n’è una che mi ha conquistato con le sue storie, fantasiose e… tascabili: parlo degli scatti di Matteo Stucchi, meglio conosciuto come @idolcidigulliver.

Pocket stories per dolci di smisurata bontà

Guardo ammirata il tuo lavoro, il tuo menù, e non vedo solo dei dolci. Vedo storie, anzi pocket stories, che nutrono anche l’immaginazione. Cos’è nato prima: la passione per i dolci o le miniature?

Ovviamente la passione per i dolci è nata prima. Prima di creare ogni scena penso al dolce da creare e in seguito a come fare interagire le mie miniature, e devo dire che non è sempre facile! Ma la fantasia non mi manca (ride).

Cosa ti ha portato a creare il tuo mondo di storie quotidiane, uniche e gustose?

Tutto ciò che creo lo faccio a casa come passione. L’idea è nata dalla voglia di riuscire a presentare i dolci in una maniera totalmente differente, per riuscire a strappare un sorriso a chi guarda.
Come me ci sono altri artisti che fanno la stessa cosa, ma utilizzando ogni cosa e oggetto. Io ho voluto concentrarmi sui dolci, visto che sono pasticcere.

E noi lo apprezziamo molto, mangiare con gli occhi ci fa sognare. Se ti chiedessi di descriverti con tre dei tuoi scatti, quali sceglieresti?

Sceglierei il tortino con il cuore morbido, il tiramisù perché mette sempre di buon umore, e la millefoglie, è il mio dolce preferito.

Qual è la storia o scenografia a cui tieni di più?

Senza dubbio, il tiramisù! È lui che mi ha portato a essere conosciuto. È uno scatto pulito e semplice, e a volte questo ripaga molto di più di lavori più scenografici.

La semplicità premia sempre, in effetti, ma ci sono anche progetti che richiedono molto più tempo e fatica. Qual è il tuo?

L’albero delle fragole: una fatica attaccarle! (ride)

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Ci saluti con il tuo motto?

Una frase che dico sempre e che mi identifica è: il sorriso è la chiave di lettura del mio lavoro. In quanto va bene apprezzare con gli occhi, ma tutto viene meno se non lo si fa con il cuore.

Ricette digitali un progetto Museum Reloaded

Da bambina amavo pasticciare, una volta ricordo di avere preso uno Zagor di mio padre (prima e unica volta) e di avere fatto finta fosse un ricettario di pozioni. Inutile dire che non sapevo ancora leggere, o almeno non così bene, e il “fare finta” era decisamente un processo facile.

Occhio di dragoncello, schiuma di rospo, polpette di ragno e… varichina. Trovandomi proprio accanto alla lavatrice era stato facile trovare un secchio e versarci dentro tutto quello che aveva l’aria di magia. Riuscii a convincere una mia amica che il libro recitava proprio varichina, c’era scritto nero su bianco e certo non si poteva sgarrare.

A insospettirla che fosse tutto terribilmente sbagliato fu il mio veloce scatto verso il giardino, dove riversai l’intero contenuto del secchio non appena scese mio padre a controllarci. Mi sgridarono parecchio e a lei dissero che avrebbe potuto insistere di più a dirmi che stavo commettendo una sciocchezza.

Cari genitori, se ci ho messo così poco a farle credere che la varichina fosse un intruglio magico i casi sono due: sono risultata parecchio convincente, con la mia adorabile faccia di bronzo, oppure anche lei era perfettamente calata nel “fare finta”, perché ci credeva come solo un bambino sa credere.

Ma i miei esperimenti culinari non sono sempre stati pericolosi, in realtà penso che quella fu l’unica volta in cui mi azzardai a toccare una “cosa per adulti” (aka detersivo o simili); per il resto mi dilettavo con ciuffetti d’erba, fiorellini, a volte con sabbia altre con fango. Era divertente pasticciare, altrettanto usare le formine di plastica a forma di alimenti.

Museum Reloaded, però, ne ha escogitata una nuova di cucina, quella digitale!

Cucina digitale al Museo del Salame di Felino

Organizzato per i Musei del cibo di Parma, questa domenica (12 marzo, ore 15.30) si terrà presso il Museo del Salame di Felino un laboratorio dove i bambini (dai 7 agli 11 anni) potranno sperimentare, ideare e realizzare ricette tramite applicazioni digitali e tablet.

Si tratta di un laboratorio interattivo che mira a fare conoscere gli ingredienti della cucina tradizionale, quella emiliana, lasciando che i bambini vengano guidati dalla loro innata creatività. Grazie agli strumenti a disposizione, le ricette verranno disegnate e successivamente animate, dando al “fare finta” un aspetto tutto nuovo, tramite il quale i bambini verranno guidati e avvicinati a una delle gioie della nostra regione, ma in realtà di tutta Italia: il cibo.

La partecipazione è completamente gratuita, ma è necessario prenotarsi: il limite massimo dei partecipanti è fissato a 20. Quindi non aspettate oltre e volate a iscrivervi!

Altre informazioni sull’evento le trovate anche qui: Ricette digitali @Museo del Salame.


La tradizione non è solo tra i fornelli, è anche in quello che vedi, in quello che senti, in come lo racconti: Vêntās – il paesaggio in dialetto.