Beth’s creation: indossare il tuo libro preferito

Non so a voi, ma oggi, nella Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, il mio primo pensiero va a quel libro, quello speciale, quello che ci ha fatto emozionare o ci ha iniziato alla passione per la lettura. Non desidereremmo tutti portarlo sempre con noi, quel libro? Con l’aiuto di Beth, si può!

Elisabetta Barberio, diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Bologna, produce manualmente gioielli ispirati ai grandi classici della letteratura e non solo: con il suo motto, “vestiti di libri”, ha dato vita ad una collezione unica di accessori, Beth’s Creations, realizzati in base alla sua personale inventiva o su richiesta dei clienti e si occupa di presentarli a mercatini e fiere di tutta Italia.

Con lei, oggi scegliamo di parlare di libri in modo originale…

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Il Villaggio di Babbo Natale con Mondo Verde

Il Natale mi rende felice.
È colorato, giocoso, amorevole, magico.
E vedere i mercatini nelle piazze, i negozi addobbati, le persone che camminano avvolte nelle loro sciarpe e coperte da lunghi cappotti, è qualcosa di unico.

Ogni anno aspetto con trepidazione il periodo natalizio, e a volte lo anticipo di qualche settimana perché ne sento proprio il bisogno.
Per fortuna c’è un luogo dalle parti di Reggio Emilia che la pensa come me, e che ha fatto del Natale la sua missione: Mondo Verde, con il suo Villaggio di Babbo Natale.

Il mercatino di Natale al coperto

Mercatino di Natale al coperto Mondo Verde

Non è raro che in autunno e inverno piova, ma questo non deve scoraggiare dal visitare il Villaggio di Babbo Natale ideato da Mondo Verde.
Questo perché si tratta del mercatino di Natale al coperto più grande d’Italia, che ha avuto inizio nel 2002 e nel 2014 è stato premiato come il mercatino natalizio migliore d’Italia.

Curiosi di scoprire il perché?

Il Natale come non lo avete mai visto

Decorazioni natalizie bianche e rosse da Mondo Verde

Questo mercatino arriva direttamente dalle fiabe e fa sognare anche i più grandi.
Anche chi del Natale ha sempre detto di poter fare a meno, appena entrato in questo mondo di festa non potrà resistere.
Basterà scegliere il Natale su misura per voi.

Nel Villaggio di Babbo Natale potrete viaggiare da un’atmosfera all’altra accompagnati dalle colonne sonore dei film e dei balletti più famosi.
Ogni stanza è decorata con scenografie e addobbi a tema, che potrete decidere di ammirare… o comprare! Perché tutto quello che vedete è in vendita.

Il Natale con i pirati

Pirati dei Caraibi al Villaggio di Babbo Natale

Che dobbiate decorare l’albero, il presepe, il vostro giardino o fare un regalo, nel Villaggio di Babbo Natale troverete tutto l’occorrente.

E se siete dei nostalgici della bella stagione, appassionati di escursioni subacquee e i vostri Disney preferiti sono La Sirenetta e I Pirati dei Caraibi (sì, è firmato Disney), potete stare tranquilli: il Natale raggiunge anche gli abissi più profondi.

Dove e quando

Dove e quando con Quattrocchi

Il Villaggio di Babbo Natale si trova a Taneto di Gattatico, in provincia di Reggio Emilia, ed è visitabile a partire da ottobre fino a dopo Capodanno.

Aperto tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 19, e al sabato fino alle 20 con orario continuato, è la mia isola che non c’è, il mio Paese dei Balocchi, quindi #OcchioAlNatale Quattrocchi, chissà che non ci si veda tra un addobbo e l’altro!

 

KAVJ – #Indossaituoisogni

Buongiorno, cari quattrocchi!

Oggi ho il piacere di presentarvi due personalità veramente uniche, Kajetana e Vittoria Orsini, le menti giocose dietro al marchio KAVJ, che hanno iniziato la loro carriera affiancandosi a marchi e stilisti prestigiosi e conosciuti come Diesel o Laura Biagiotti.

Attirata dalle loro borse in pelle e completamente made in Italy, sono rimasta altrettanto colpita e coinvolta dalla loro forza e positività.


Sul serio non siete parenti?

Kaj: Potremmo definirci sorelle scelte, il fatto di avere lo stesso cognome è parte di una sorta di destino.

Avete iniziato l’anno alla grande vincendo il Fashion Excellence Award 2017. Com’è stato?

Kaj: «Inaspettato e molto emozionante. È stata davvero una soddisfazione unica, perché si tratta di un riconoscimento ricevuto su un progetto che si ha dall’età di 15 anni! Ne siamo molto orgogliose».

Cosa ha significato e comportato avviare KAVJ?

Vi: «La realizzazione di un sogno che desideravamo condividere l’una con l’altra».

Kaj: «In due è più divertente, ci si compensa. Io e Vi siamo realmente come il giorno e la notte, il sole e la luna, ma non è solo una questione di sostegno, è più bello e gratificante arrivare a un obiettivo insieme. Condividere, essere supportate. L’unione fa davvero la forza».

Vi: «Siamo arrivate a creare una famiglia intorno a KAVJ, un team di persone con il quale si fatica, ma ci si diverte anche. Dal fornitore che stampa le pelli al commercialista, che ci fa da babysitter! È il nostro angelo custode (ride)».

Kaj: «Potremmo chiamarlo alle 21 di sera che non si stupirebbe! (ride

#indossaituoisogni può dirsi il vostro motto?

Vi: «Motto, ma non solo. Per noi, niente può succedere se prima non l’hai sognato, ma oltre a creare la trasposizione di questo concetto abbiamo voluto giocare con l’idea che sta dietro all’indossare un abito: quando indossi un vestito vuol dire che ci credi, che ti piace, che ti rappresenta».

Perché le borse?

Vi: «Ci piace giocare con gli accessori, sono facilmente intercambiabili, e la borsa è il prodotto su cui si può osare di più».

Le borse Teia sono borse estroverse, colorate, che rimandano un po’ agli anni Sessanta, viste le forme geometriche, in realtà stilizzazioni del Sole, della Luna, della Terra e di Urano. Com’è nata l’idea?

Vi: «Che la Luna influenzi le maree è un dato di fatto. Questo ci ha fatto pensare che perfino l’uomo, composto per il 70% d’acqua, potesse esserne influenzato. Probabilmente non in maniera così evidente, ma tutto ciò che riguarda le energie, ciò che non si vede, è molto importante. Come il sogno, una dimensione da cui attingere!»

Kaj: «In un certo senso, il mondo onirico ci rappresenta nella totalità. Ci piace l’aspetto del surreale».

Qual è il significato di Teia?

Vi: «Letteralmente, Teia significa dea, ma si tratta anche del nome dato a una delle prime divinità, tra l’altro madre delle divinità del Sole, della Luna e dell’Aurora. Rappresenta la femminilità, il principio, esattamente come le borse Teia sono simbolo di femminilità e l’inizio del nostro cammino».

Spesso si associa la moda a qualcosa di superficiale, ma dal vostro progetto si evince tutt’altro!

Vi: «Non bisogna confondere la moda e l’arte, che attingono a qualcosa di profondo, con il consumismo. Anche se Kaj è decisamente consumista! (ride)».

Kaj: «Oh, sì, non lo nego. E anche questo non va confuso con l’essere materialisti, semplicemente adoro andare alla ricerca di cose e oggetti. Mi perdo nei mercatini, sono in grado di tornare a casa sempre con qualcosa di nuovo, l’importante è che sia unico».

Come si indossa Teia?

Vi: «Teia è una pochette versatile, a seconda di come la metti può darti più grinta in un senso o nell’altro, segue il tuo mood grazie alle stilizzazioni degli astri».

Kaj: «Esatto, e poi si mette su tutto! È molto comoda, è provvista di una tracolla, e al contrario di quel che può sembrare, è capiente. Può essere portata sia di giorno che di sera».

Solitamente se penso a una pochette mi viene da indossarla per la sera…

Kaj: «Teia, con le sue stampe e i suoi colori, è perfetta anche per un look sportivo, per esempio jeans, sneakers e felpa! E grazie a questo accessorio, dopo una giornata in ufficio, si è pronte per andare direttamente all’aperitivo con gli amici o i colleghi».

La borsa sembra quasi demonizzata, veniamo prese in giro per la quantità di cose che ci teniamo dentro. A volte viene paragonata a ufficio portatile. È anche il vostro caso?

Vi: «Oh, sì, la mia borsa è una cartoleria!»

Kaj: «Nella mia puoi trovarci di tutto, perfino l’aspirina! Ma nel tempo ho imparato a dosarmi. Carta d’identità, chiavi, bancomat (devo essere sicura di avere sempre la possibilità di prelevare), lucida labbra (mi trucco poco, ma a questo non rinuncio) e gomme da masticare, sono le cinque cose che però non possono mancare».

Vi: «E poi sono convinta che tra un po’ anche gli uomini indosseranno le borse. Con jeans sempre più skinny, la borsa diventerà una necessità!».

Un augurio per voi stesse, ma anche per chi è agli inizi di un progetto.

kavj

Kaj: «Di continuare con la stessa voglia e la stessa energia che abbiamo oggi, nonostante i momenti down. Di ricordarsi che gli sbagli si fanno, ma non ci si deve pentire, non si devono rimpiangere. Bisogna avere la forza di continuare sulla propria strada, rimanendo ottimisti, ma anche realisti».

Vi: «Di essere liberi sempre. Il progetto sta proprio intorno a questo: desideravamo creare un prodotto che permettesse di esprimere la propria personalità, di non omologarsi. I sogni si possono realizzare, non è facile, nessuno ti deve regalare le cose, bisogna lottare. È un’avventura, e se uno crede nei propri sogni la strada la trova».

A questo punto non resisto e vi lancio una sfida: la borsa su misura per me.

Vi: «Decisamente una shopper, con una delle nostre stampe colorate, con un super tascone per il cellulare, così da essere sempre connessa. E la tracolla con qualche effetto smaltato».

Già mi piace! Posso contare su una linea #quattrocchi?

Kaj: «Tutto può essere…».