Essere studenti in Cina

Abbiamo parlato parecchio di Cina qui su Parola di Quattrocchi, ma questo punto di vista mancava: come orientarsi per un viaggio – studio?

Prima di tutto, come insegna la Guida Galattica per gli autostoppisti, “Don’t panic”! Si tratta di un’esperienza che può riservare sorprese stupefacenti, basta superare quel momento in cui ci si sente spaesati soprattutto se è la prima volta e se, come me, sei una persona che non ha occasione di viaggiare spesso.

Nell’ambito della collaborazione con Whiri Whiri, ecco la mia “guida terrestre” per studenti occidentali in Cina!

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Pechino: una mini guida ai luoghi di interesse della capitale cinese

Pechino è una megalopoli che conta più di ventiquattro milioni di abitanti.

Il primo insediamento nell’area è anteriore al 221 a.C., anno che segna l’unificazione della Cina da parte della dinastia Qin. Pechino, però, divenne capitale del Paese nel X secolo, quando la Cina Settentrionale venne invasa dai Qidan – una popolazione della Manciuria – che diedero origine alla dinastia Liao.

Alla città, tuttavia, fu attribuito il nome “Beijing” solo nel XV secolo, in epoca Ming.

Oggigiorno, Pechino è una città in continuo mutamento e protagonista di un’espansione accelerata, i cui effetti, purtroppo, sono la causa della scomparsa di numerosi hutong – i tradizionali vicoli – e delle siheyuan – le tipiche abitazioni a cortile interno.

Durante gli studi universitari ho avuto l’opportunità di recarmi due volte a Pechino.
Per questo motivo, car* Quattrocchi, voglio accompagnarti alla scoperta dei suoi luoghi di interesse più famosi in un tour che ha come punto di partenza piazza Tiananmen.

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I fotografi cinesi del nuovo millennio

Le origini della storia della fotografia in Cina risalgono alla stipulazione del Trattato di Nanchino del 1842 che segnò la fine della Prima guerra dell’oppio.
Il trattato prevedeva, tra le varie clausole, l’apertura di cinque porti alla residenza straniera e al commercio e la cessione di Hong Kong alla Gran Bretagna.
Così, per via della sempre maggiore presenza di cittadini britannici nella città marittima, iniziarono ad aprire i primi studi fotografici.

Durante il periodo maoista, la fotografia si trasformò in un potente mezzo di propaganda politica. Gruppi di lavoratori e scene di vita quotidiana che incarnavano i valori positivi del Partito comunista cinese furono gli unici soggetti ammessi nelle fotografie dell’epoca.
Tale situazione perdurò fino al 1976, anno in cui Mao Zedong scomparve.

Al volgere degli anni Ottanta, i fotografi, e gli artisti cinesi in generale, iniziarono ad adottare un approccio personale nei confronti delle diverse forme artistiche e nacquero i primi circoli artistici, come il gruppo Star, il gruppo Xiamen Dada e il Salone degli artisti cinesi meridionali.

Tuttavia, ancora negli anni Novanta, la fotografia non era ancora considerata una vera forma di espressione artistica, tanto che il suo insegnamento era escluso dalle accademie e dagli istituti d’arte del Paese.

Ma la fotografia in Cina era ed è in continua evoluzione e alla costante ricerca di nuovi soggetti e nuove tecniche ed è divenuta, in particolar modo al volgere del nuovo millennio, il mezzo più semplice e pratico per raggiungere un vasto pubblico, sia in suolo cinese che all’estero.

Voglio qui presentarti, Car* Quattrocchi, quattro fotografi cinesi, illustrandoti alcune delle loro opere più famose e proporti, seppur brevemente, una mia lettura dei loro scatti.

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