Indossare il proprio corpo: a volte mi sembra della forma sbagliata

Estate: caldo, sole, spiaggia, mare. Acqua, calma, libri.
Questo è il gioco di associazione che faccio ogni volta che penso a questo periodo. Un periodo che sa rendermi felice, serena e allo stesso tempo angosciata.

Nessun altro periodo dell’anno mi regala questo trito di emozioni.
Perché?
Perché in estate mi scopro, indosso il mio corpo e a volte mi sembra della forma sbagliata.

Dal momento che so di non essere la sola a fare questi pensieri, ho deciso di scriverci su, così magari possiamo parlane a quattrocchi.
E colgo pure l’occasione per presentarvi due profili social sulla body positivity.

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This is us: la serie che parla di noi

È un fatto: secondo Wikipedia, l’essere umano medio condivide il suo compleanno con 18 milioni di esseri umani.

Non è certo se essere nati lo stesso giorno crei un qualche tipo di connessione tra individui.
E se anche così fosse, Wikipedia non l’ha ancora scoperto.

Con queste parole inizia This is us, la serie tv family drama, ideata da Dan Fogelman e trasmessa negli Stati Uniti dall’NBC e in Italia da Fox Life, oltre che dalla piattaforma on demand Amazon Prime Video.
Ed è proprio qui che l’ho scoperta io: ora è una delle mie serie preferite di sempre.

Non ne sapevo niente, non ne avevo mai sentito parlare.
Del cast conoscevo solo Milo Ventimiglia (l’indimenticabile Jess Mariano, per noi che siamo cresciute con Una mamma per amica) e la bellissima Mandy Moore.

 Ti va di saperne qualcosa? Ti avverto, seguiranno (pochi) spoiler.

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Flame: il lato oscuro del cosplay

Se avete cominciato a seguire con noi la nostra rubrica #QuattrocchiPop, saprete che il fenomeno del cosplay ha le sue radici agli inizi del secolo scorso.
Chissà se già allora cominciava ad accendersi il cosiddetto
flame?

Iniziamo da una definizione.

Flame è quell’insieme di critiche molto aggressive o insulti pesanti, generalmente immeritati, rivolti ai cosplayer.

Sappiamo purtroppo quanto sia diffuso il bullismo, ma ciò che mi ha colpito e spinto a trattare l’argomento è che gran parte delle offese sono scatenate dagli stessi cosplayer su altri “colleghi”.

Ho conosciuto il mondo del cosplay tramite un’amica, insieme ad altri amici e conoscendo nuovi amici, perché questo ambiente di per sé nasce per essere inclusivo più che competitivo: tutti condividiamo la stessa passione per saghe fantasy, fantascientifiche, anime, manga, etc… e tutti insieme ci diamo la possibilità, per qualche momento, di sentirci parte di esse.

Sicuramente si può imputare parte della colpa ai contest e ai concorsi a premi organizzati nei vari comic-con e alle fiere del fumetto ma, poiché esistono anche la sportività e la competizione amichevole, secondo me c’è di più.

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