San Leo: weekend immerso nel Fantasy

Immaginate di potervi immergere all’interno di uno dei romanzi che compongono le saghe di Tolkien o di Martin. Sembra impossibile, eppure visitare il borgo di San Leo mi ha fatto proprio questo effetto. Il nome del paese deriva dall’eremita Leo che si insediò nel territorio del Montefeltro in epoca medievale, ma le origini dell’insediamento sono molto più antiche.

Salendo lungo una strada un po’ tortuosa e piena di tornanti, ho raggiunto l’altitudine dei suoi 589 m.s.l., due volte: in Agosto e in Dicembre, due occasioni completamente diverse che però mi hanno permesso di dipingere il quadro generale di una località piccola ma affascinante, perciò, per la nostra rubrica “Un Po’ Di Qua” condivido le mie impressioni.

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Natale giapponese a Milano e Roma

E se ci fosse un modo per raggiungere il Giappone questo Natale?
Un modo più semplice, non troppo costoso e che non prevede per forza l’aereo?

Se hai letto i miei articoli sul Giappone, ormai lo sai, sai quanto sento la mancanza di Tokyo.
Una cosa che ho ripetuto fin troppe volte, lo so, ma ci tenevo a dirti che ho trovato un paio di soluzioni.
Per me e per te.
Ecco quindi dove andare per un Natale giapponese Made in Italy!

Little Tokyo si trova a Porta Genova (Milano)

Little Tokyo si trova a Porta Genova (Milano)

Sembra proprio che dopo China Town sia arrivato il momento di Little Tokyo.

Ancora una volta il Giappone riesce a fare breccia in Italia con il soft power, abilità che consiste nel sapere convincere, attrarre e persuadere attraverso cultura, valori e istituzioni.

Primo fra tutti il cibo, legato allo stare a tavola in compagnia.
Di ristoranti giapponesi ce ne sono sempre di più, e questo è anche dovuto al loro sapersi rapportare al portafogli: mangiare fino a saziarsi con soli 20/30 euro fa venire l’acquolina a molti.

A Milano poi si sale di livello: in via Vigevano si trova il temporary giapponese Tenoha, uno spazio di coworking, ma anche store in cui poter fare shopping o fermarsi per un caffè.

Se ci spostiamo in corso Cristoforo Colombo c’è Omacase Sushiteca.
Dalle foto sul sito posso dire che mi ricorda molto i locali giapponesi di Tokyo, e la cura nel presentare i piatti non è “da Masterchef” come si potrebbe pensare.
L’estetica, infatti, è molto importante per i giapponesi!
Per chi invece volesse provare il sake, c’è Sakeya, che riunisce “più di 150 etichette provenienti da 47 regioni giapponesi”.

Una tappa da non perdersi è anche Maido, il primo okonomiyaki street food in Italia.
Si tratta di un piatto tipico di Osaka, diventato famoso in tutto il Giappone.
Potrei paragonarlo alla frittata, ma non servirebbe descriverne anche solo un pezzettino.
Va provato: dal vedere come viene cucinato, al gustarlo appena esce dalla piastra.

E ora il ristorante che vanta solo vera cucina giapponese, qui niente imitazioni: Fukurō, che si trova in via Antonio Tolomeo Trivulzio. Ad appena 15 minuti da Porta Genova.
Il luogo perfetto per i nostalgici come me.

Mercatino giapponese a Roma

Mercatino giapponese a Roma

Da Milano si scende verso Roma, la città eterna, dove un gruppo di giapponesi ha deciso di “avvicinare la cultura nipponica a quella del loro paese di adozione”.

Il mercatino giapponese ha avuto inizio nel 2007 e in undici anni si è ampliato a tal punto da essere diventato un vero e proprio festival della cultura nipponica.

Nelle giornate dedicate al mercatino, si svolgono workshop, spettacoli dal vivo, dimostrazioni di arti marziali, degustazioni…
A pensarci bene, mi ricorda molto i momenti passati al Sensōji, il tempio antico di Asakusa, davanti al quale si trova un mercato all’aperto in cui sarei rimasta a girare per delle ore.

Tornando a Roma, anche per Natale il Mercatino giapponese regala emozioni: il 15 e il 16 dicembre si terrà The Christmas City.
Si tratta della terza edizione del “più grande Market natalizio di Roma”, realizzato in collaborazione con Vintage Market.

L’intera esposizione è al coperto, in un ex deposito ATAC di 6000 metri quadrati.
Nemmeno riesco a figurarla un’area così grande e carica di banchetti!
Che poi solo banchetti non saranno, perché si tratta di “un’esperienza a 360° sul mondo del Giappone”.

Ci saranno concerti, esibizioni, un’area dedicata alla cucina tipica e laboratori a cui potersi iscrivere.
Tutte le attività e i workshop si trovano sul sito, basta aprire il menù e cliccare l’area di proprio interesse e prenotare via mail.

Che ne pensi? Conoscevi già le tappe giapponesi a Milano e Roma?
Io le ho scoperte quest’anno e sono in fibrillazione!
Comunque, mentre corri qua e là in giro per l’Italia, il countdown natalizio pop di Quattrocchi è sempre pronto a tenerti compagnia.
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Capodanno a Dublino? 4 dritte per goderti l’atmosfera irlandese

Il Natale è attesa, gioia, organizzazione.
E visto che manca sempre meno ai festeggiamenti, è il momento di pensare a Capodanno!

Sono sempre proiettata in avanti, e mi rendo conto che potrei trasmettere l’idea di non godermi il presente.
La verità è che per me il Natale inizia quando apre il Villaggio di Babbo Natale, il freddo si fa più pungente e guardo il mio piumino rosso con occhi adoranti.
Il termine è dato dalla Befana, che segna la fine delle feste.

Arriviamo, quindi, a un compromesso: ti offro 4 dritte per il tuo Capodanno a Dublino che potrai sfruttare in qualsiasi periodo dell’anno!

1. Compra la Dublin pass

dublin pass per visitare l'intera città

Visitare luoghi mai visti arricchisce e sfinisce allo stesso tempo.

Quante corse che si fanno per visitare tutto, tanto da accumulare troppe informazioni in una sola giornata e tornare a casa con una gran confusione!
A questo si somma il costo: tra musei, mezzi di trasporto e parchi a tema si rischia di sforare il budget stimato per la vacanza…

Una soluzione molto comoda è comprare la Dublin Pass, una carta che ti permetterà di visitare attrazioni e luoghi di interesse culturale, alcuni dei quali gratuitamente altri grazie a degli sconti.
Nel prezzo, che varia in base ai giorni di utilizzo, è inclusa una guida e l’uso dell’App Dublin Pass, dalla quale puoi scegliere di prendere la versione elettronica della carta.

Non vai a Dublino? In fondo alla Home Page della Dublin Pass, puoi trovare l’elenco di Pass usati in altre città turistiche.

2. Tappa da Sweny’s per sentirsi dubliner

Tappa da Sweny's per sentirsi dubliner

Hai mai letto James Joyce?
L’ho sempre ritenuto un grande autore, con una narrazione a tratti nebulosa soprattutto quando si tratta di strem of consciousness.
Nei romanzi ha saputo raccontare l’anima dell’Irlanda e delle persone del suo tempo, descrivendo lo stato di frustrazione e attaccamento dei dubliner verso la loro città.

Per questo vedere Dublino mi ha davvero riempito il cuore di gioia, e per visitarla nel migliore dei modi consiglio di ripercorrere le pagine dei suoi libri.

Tra tutte le tappe, però, la migliore penso sia Sweny’s, la farmacia descritta nell’Ulisse che aprì per la prima volta nel 1847.

Un luogo che sa portare indietro nel tempo, grazie all’arredamento e ai profumi dati dai saponi in vendita.
La particolarità è che ora Sweny’s è anche una libreria, in cui poter comprare e leggere i libri di James Joyce. Magari sorseggiando una tazza di tè.

Sì, proprio così, leggere ad alta voce e in compagnia di altri appassionati i romanzi del famoso scrittore.
Ricordo ancora l’emozione di quel momento. Ero seduta tra irlandesi e altri turisti, una copia dell’Ulisse in mano in attesa del mio turno di lettura.

Nessuno ti obbliga a leggere, puoi chiedere di saltare. Io ero parecchio intimidita, una signora irlandese continuava a correggere a bassa voce tutti quelli che sbagliavano il tono di voce o si mangiavano le parole.
Nonostante questo mi sono buttata, non volevo perdere quell’occasione.

È stato un pomeriggio bellissimo. Ho perfino comprato il Finnegans Wake!

3. Meteo irlandese: cosa mettere in valigia

Meteo irlandese: cosa mettere in valigia

Sono stata a Dublino in due occasioni: la prima a Capodanno, la seconda a maggio.

Non c’è la tipica umidità italiana, perché ad accoglierti ci sarà un cambio di stagioni repentino e improvviso.

Il primo viaggio ricordo di avere portato un sacco di vestiti pesanti, soprattutto per la sera del 31 dicembre.
La cosa strana è che ho patito più freddo di giorno che quella sera a girare per Dublino in cerca di un pub in cui cenare e festeggiare.

A maggio, invece, mi sono pentita di non essermi vestita a cipolla come suggeriscono tutte le mamme.
In meno di 12 ore ho visto alternarsi acquazzoni, venti fortissimi e caldo primaverile.
Quindi cosa si mette in valigia?

Maglie a maniche lunghe in cotone, maglioni belli caldi e una giacca con cappuccio saranno i tuoi più fedeli alleati.
Per i più freddolosi come la sottoscritta consiglio anche le canottiere.

Ai piedi scarpe comode per camminare e che proteggano i piedi dall’acqua.
Io mi sono sempre trovata bene con gli anfibi della Dr. Martens, sopratutto le stringate.

Ah, niente ombrelli: si cappotterebbero in meno di un secondo.
Sottolineo l’importanza del cappuccio e di una giacca con un buon tessuto esterno.

4. Serata in un irish pub

serata in un pub irish

Non sei a Dublino per davvero se non entri in un pub, soprattutto se ti piace la birra.
Se sei astemio come me e non vuoi bere dell’acqua (che ricordo essere gratuita), chiedi una bibita e fammi sapere se la Seven Up è ancora tanto famosa!

E se vuoi fare una super figura chiedi del tè.
Io l’ho fatto, ho chiesto del tè freddo. Mi è arrivata la teiera con tazza abbinata e bricco di latte.
A parte, un bicchiere colmo di ghiaccio.
Forse avrei dovuto capire che dove si beve il tè delle cinque chiedere dell’ice tea avrebbe portato a questo e nient’altro.

Comunque, veniamo ai pub: te ne voglio consigliare due.

Murray’s Bar and Grill

Il Murray’s si trova a venti minuti a piedi dal Castello di Dublino.

Organizza sempre degli eventi dedicati alle feste principali, ma anche in occasioni di partite e ogni sera è possibile ascoltare musica irlandese dal vivo.
Ma il vero spettacolo arriva nel fine settimana con la irish dance sempre dal vivo!

Se parti in compagnia, puoi decidere di riservare un tavolo prenotando direttamente dal sito. Cosa che ti consiglio di fare soprattutto per l’ultimo dell’anno.

Trinity Bar & Venue

Il Trinity Bar è il pub del Trinity College, che vanta numerosi premi come miglior bar o miglior sport bar.

Anche qui potai ascoltare musica dal vivo e prenotare un tavolo per festeggiare il tuo compleanno, sono super organizzati.
Allora, che ne dici?
Se sei pronto a partire, ricordati di dare un’occhiata all’articolo su come prenotare l’alloggio che fa per te: lì potrai scaricare anche una comoda scheda per preparare il tuo zaino da viaggio!

Ah, quasi dimenticavo: non perderti il conto alla rovescia più pop dell’anno: #OcchioAlNatale!
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