Un fumetto per ricordare: Maus, A Survivor’s Tale

Fermati un attimo, per favore, e guardati intorno.

Non so dove ti trovi in questo momento, ma posso provare a indovinarlo: a casa, sdraiato su una poltrona per leggere questo articolo dal tuo smartphone. O su un tram, diretto chissà dove.

Forse sei un po’ nervoso per il traffico, oppure hai avuto una settimana difficile.
Capita a tutti. È normale.

Certo, ci sono stati momenti della nostra storia in cui nulla di tutto questo era normale. Periodi in cui si combatteva la Guerra, quella con la G maiuscola, quella in cui l’essere umano si è davvero impegnato a mostrare il peggio di sé.

Leggi razziali. Deportazione. Il campo di sterminio di Auschwitz (tra i tanti, troppi).

È di questo che parla Maus, A Survivor’s Tale, la celebre graphic novel di Art Spiegelman di cui oggi vorrei parlarti.

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“Carrie”, una finestra sul bullismo e gli anni Sessanta

L’anno scorso ho riscoperto un autore di cui avevo letto un solo libro al liceo: sto parlando di Stephen King e del suo L’acchiappasogni (2001).

Dopo quel romanzo avevo lasciato perdere l’autore. Non perché le sue opere rientrano nel genere horror, ma perché i suoi libri parlano di orrori sociali. Così tangibili da farti sentire il mostro.

Di libri ne ha scritti parecchi, quindi per ricominciare a leggere King ho pensato di partire dall’inizio.
Carrie (1974) è stato il suo primo romanzo, una finestra sul bullismo e gli anni Sessanta americani.
Mi è piaciuto?
Sì, parecchio, e ora ti spiego il perché. Continua a leggere ““Carrie”, una finestra sul bullismo e gli anni Sessanta”

Ralph spacca e non solo internet!

Quale modo migliore per me di iniziare l’anno se non con un nuovo Disney?

Lo so che ti ho già fatto venire il latte ai piedi a forza di parlare di cartoni animati, ma abbi pazienza, Ralph spacca sul serio!

Ralph torna dopo 6 anni

Non è un ritorno eclatante come quello di Mary Poppins o come quello di Toy Story 3, ma in 6 anni di cose ne cambiano parecchie.

I bambini che sono andati a vedere il primo film sono diventati adolescenti e la loro visione del mondo non è la stessa di prima.
Questo la Disney lo sa benissimo e nel nuovo lungometraggio ha lanciato messaggi davvero interessanti, che si sono uniti a quelli trasmessi dalla prima pellicola.
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