Il Diavolo di Tiffany McDaniel

Chi è il diavolo?
Senza scomodare la teologia, ci immaginiamo subito corna, forcone e fiamme.
Un vero e proprio mostro.

Al cinema, Lucifero è stato più fortunato e ha ricevuto anche dei trattamenti di favore: pensiamo al volto di Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada, oppure al ghigno di Al Pacino in L’avvocato del diavolo.
Eppure, per quanto di bell’aspetto, il diavolo di Hollywood rimane pur sempre maligno.

Nella letteratura abbiamo a disposizione delle varianti più interessanti.
Forse non quella di Dante, che con le sue tre teste sgranocchia i traditori della Storia, ma il Lucifero di John Milton non delude. Il diavolo non è un banale mostro, ma un personaggio complesso, con tratti perfino eroici.

Poi la svolta: Tiffany McDaniel, con L’estate che sciolse ogni cosa, ha dato al diavolo l’aspetto di un ragazzino in carne e ossa. Con due grandi occhi dorati e una spiccata intelligenza.

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The Game: l’era digitale spiegata da Alessandro Baricco

Cosa c’entra il classico Space Invaders con Microsoft, Google e Amazon?
Moltissimo.
Almeno, questo è quello che ci racconta Alessandro Baricco con The Game.

Lo scrittore torinese, infatti, ha dedicato il suo ultimo saggio a un tema di cui si parla sempre di più: la rivoluzione digitale.

Con questo termine ci si riferisce all’avvento dei personal computer, della tecnologia web e, infine, della nascita dei social media.
Un cambiamento tecnologico la cui portata è sotto gli occhi di tutti, con conseguenze che hanno lasciato il segno anche sulla società.

Dalle cupe profezie di Black Mirror alle inchieste sull’utilizzo dei dati di Facebook, oggi sono in molti a interrogarsi sulla direzione intrapresa dalla cosiddetta “società digitale”. Continua a leggere “The Game: l’era digitale spiegata da Alessandro Baricco”

Riforma del Copyright: Diritti e Libertà nell’era di YouTube

Il diritto è sempre un passo indietro alla società

La massima del mio vecchio professore universitario riassume un concetto sempre attuale: la nostra società è in continua evoluzione. Una legge che cinque anni fa poteva essere adeguata, oggi sarà inevitabilmente obsoleta.

Né potrebbe essere diversamente: bisogna comprendere a fondo un fenomeno per capire se e come abbia bisogno di essere regolamentato.
Questo richiede tempistiche che il legislatore non sempre si concede.

Un vizio problematico, soprattutto quando il fenomeno da regolamentare è molto delicato. E pochi fenomeni oggi sono più importanti, e delicati, della rivoluzione digitale.
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