A passeggio nella storia misteriosa: Vitruvio e Bologna Magica

Già un’altra volta qui, su Parola di Quattrocchi, ho raccontato come è possibile riscoprire la propria città come destinazione turistica, per abbattere la monotonia della vita quotidiana, imparare cose nuove e vedere il posto in cui viviamo sotto una nuova luce.

Una città millenaria come Bologna, la mia città, ha tantissimi segreti da nascondere, essendo stata in diverse epoche un fiorente centro culturale. Le tracce della sua storia scientifica, artistica, folkloristica ed esoterica sono disseminate lungo le strade più strette e i vicoli più impensati, come anche esposte alla luce del sole in attesa di essere notate: dai versi di Dante sulle Due Torri ai capitelli della Basilica di Santo Stefano che hanno ispirato alcune delle punizioni dei dannati nella Divina Commedia, dal mascherone di Palazzo Malvasia che versava vino, alle leggende sulle origini diaboliche della Torre Asinelli. Due associazioni, che talvolta collaborano anche tra loro, si occupano di guidare visitatori e cittadini attraverso tutto questo e lo fanno nei modi più creativi…

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Gli strumenti che uso per la comunicazione social dei beni culturali

Storytelling. Nell’ambito dei beni culturali è l’approccio che va per la maggiore negli ultimi anni, insieme all’idea di esperienza: il museo non deve essere solo aperto ai visitatori, il patrimonio non solo esposto. Il visitatore deve essere avvolto dall’esposizione e portato a sentirsi parte di una storia e della Storia. Per questo motivo oggi le istituzioni culturali e le mostre tendono sempre di più a servirsi di tecnologie all’avanguardia, come è accaduto a Bologna in allestimenti come “Il viaggio oltre la vita – gli Etruschi e l’aldilà tra capolavori e realtà virtuale” e “Van Gogh Alive – The Experience”.

Ma cosa accade quando tutto questo deve essere applicato ai social media e ai siti web dei musei e delle gallerie?

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Il metodo di studio per persone ansiose in cinque step

Quando ero all’università, soffrivo molto l’ansia da prestazione: mi trovavo in un mondo completamente diverso da quello del liceo ed io stessa ero una persona molto diversa.

Adesso ero per conto mio, dovevo imparare a cavarmela da sola e volevo dare il meglio di me. Professori, amici studenti e consulenti spesso mi hanno aiutato quando non sapevo proprio come orientarmi tra burocrazia e sistemi informatici, ed ecco l’intento di questo articolo: aiutare, appunto.

Una delle domande che immagino ci si ponga appena usciti dalla scuola superiore è come si studia per l’università? Il metodo che usavo io allora, e uso tutt’ora quando devo prepararmi per qualsiasi prova, non è fatto soltanto per memorizzare le informazioni, ma anche per convincermi che le sto acquisendo sul serio e rendermi sicura di me stessa.

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