Riflessioni sull’autunno, la stagione carica di Hygge

Qualche anno fa, in un’aula di prima elementare dalle pareti addobbate di cartelloni e disegni, mi imbattei in una domanda: “Qual è la tua stagione preferita?”.
Sotto, le risposte degli alunni: primavera ed estate, quasi alla pari, gareggiavano per il primo posto.
L’inverno si era guadagnato una terza posizione, con alcuni voti.
Un bambino, solo uno, aveva dato la sua preferenza all’autunno. Mi sono sentita mossa da quel sentimento che solo noi dai gusti poco canonici proviamo. Ho sorriso a quel bambino, ho fatto un cenno al cartellone e gli ho confidato: “Anche la mia!”.

Autunno: la mia stagione preferita

Autunno: la mia stagione preferita

L’autunno ha una raffinatezza tutta sua.
Non è urlone come l’estate, reattivo come la primavera o festoso come l’inverno: è riflessivo, pacato.
Sarà che le cose ripetitive mi annoiano subito, sarà che il concetto di vacanza mi provoca più ansia che rilassamento, ma ogni anno alla fine dell’estate fremo aspettando l’inizio dell’autunno.

Anche la fine dell’inverno, a onor del vero, mi provoca lo stesso sentimento nei riguardi della primavera, ma poi lei arriva e mi scatena una serie di allergie che mi spossano e debilitano.

L’autunno, invece, mi carica: è la stagione dei progetti, la stagione adatta per capire cosa voglio fare.
Questo ha sicuramente a che vedere con l’inizio della scuola, evento che ho sempre atteso con impazienza e voglia di ricominciare la routine, studiare e imparare.

Insomma, l’autunno è la stagione  che per me rappresenta sempre il momento ideale per la crescita personale: la stagione per riflettere e per fare.

Ma c’è anche tempo per altro.
L’estate è terminata, i frutti della terra sono stati raccolti, cucinati, conservati. Le provviste sono pronte.
Ora è il tempo di goderne, è il tempo della convivialità.

Ed è per questo che ritengo l’autunno la stagione più hyggelig.

L’hygge in autunno

L'Hygge in autunno

Hygge è un concetto danese non pienamente traducibile in italiano.
Esiste dell’hygge in ogni stagione, anzi in ogni momento. E in ogni luogo, a ben guardare. Ma che sia la filosofia di vita dei danesi non è un caso!

Come spiega Marie Tourell Soderberg nel libro Il metodo danese per vivere felici, il clima nordico, in cui piove quasi 200 giorni all’anno, in cui spesso il cielo è grigio e nuvoloso, in cui le temperature medie estive si aggirano sui 17°C (ti lascio immaginare in inverno…), ha contribuito a creare nei danesi quell’idea di rifugio sicuro e caldo che è la casa. Luogo in ci si riunisce con la famiglia e gli amici per hyggare, cioè per stare in compagnia, che sia per una cena, per un caffè o semplicemente per parlare.

Provo a tradurlo in immagini, per come lo vedo io.

L’autunno nella mia infanzia…

Riflessioni sull'autunno, la stagione carica di Hygge

Come se un pittore avesse finito gli altri colori sulla sua tavolozza, in autunno tutto si tinge di rosso, marrone, giallo e arancione.
Colori che scaldano l’anima.

Le temperature si addolciscono e via via diventano sempre più fresche.
Torniamo ad avvolgerci in tessuti caldi e morbidi e riaccendiamo camini e stufe.
Dai comignoli escono rigagnoli di fumo, che mi raccontano sempre di una famiglia riunita intorno alla fonte di calore. O magari a cuocere caldarroste, che da noi si chiamano mondine.

Gli anziani parlano una lingua diversa, un dialetto che racchiude sapere e cultura.
I bambini che giocano in casa tendono l’orecchio curioso a quei suoni e a quelle parole che forse non useranno mai, ma che sapranno sempre riconoscere tra mille altri.
Le nonne e le zie sferruzzano per creare copertine o calze di lana, che ricercherò sempre.
L’aria si riempie di quell’aroma aerosolizzato inconfondibile, che profuma i piccoli borghi dell’Appenino in modo caratteristico.

Questo è ciò che fa dell’autunno la mia stagione preferita, la stagione dei ricordi dell’infanzia.

…e oggi.

Poi c’è quello che l’autunno è ora.
Autunno significa tornare a spruzzarmi profumi intensi, speziati o cioccolatosi, che ho abbandonato all’inizio della primavera.

Infilarmi le calze ai piedi e sentire quel tepore che dal basso si propaga in tutto il corpo, come per capillarità.
Preparare piatti caldi e invitanti, sedersi a tavola con più voglia di mangiare, o andare nel bosco con la nonna a raccogliere castagne e con il nonno per cercare funghi.

I palinsesti televisivi si riempiono di nuove fiction, tra cui trovare qualcosa di appassionante da guardare. Anche se l’estate 2019 in questo senso non ha deluso!

Autunno significa accendere candele e fairy lights in casa, per creare un’atmosfera… hygge! Bere tazze di tè a ogni ora e dolci al cioccolato sfornati senza un perché. Organizzare un compleanno importante e creare per l’ennesima volta quella chat whatsapp con gli amici per poi decidere di tornare allo stesso ristorante, con lo stesso menù.

Autunno significa anche rivedere i miei ragazzi del doposcuola dopo le vacanze, sentire i loro racconti e abbracciarli perché mi sono mancati.

Spero di averti fatto capire, con le mie riflessioni, che l’autunno non è una stagione priva di vita. È una stagione ricchissima, di colori, sapori, profumi, attività, pensieri.

Ora vorrei proprio sapere cosa ne pensi tu: qual è la tua stagione preferita?.

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