Gli strumenti che uso per la comunicazione social dei beni culturali

Storytelling. Nell’ambito dei beni culturali è l’approccio che va per la maggiore negli ultimi anni, insieme all’idea di esperienza: il museo non deve essere solo aperto ai visitatori, il patrimonio non solo esposto. Il visitatore deve essere avvolto dall’esposizione e portato a sentirsi parte di una storia e della Storia. Per questo motivo oggi le istituzioni culturali e le mostre tendono sempre di più a servirsi di tecnologie all’avanguardia, come è accaduto a Bologna in allestimenti come “Il viaggio oltre la vita – gli Etruschi e l’aldilà tra capolavori e realtà virtuale” e “Van Gogh Alive – The Experience”.

Ma cosa accade quando tutto questo deve essere applicato ai social media e ai siti web dei musei e delle gallerie?

È qui che entrano in scena figure come la mia, che si occupano di presentare il patrimonio storico – artistico del museo in modo creativo e dinamico: la mia idea di base è quella di utilizzare i post per dare al visitatore un assaggio di quello che c’è all’interno del museo, non proprio un percorso virtuale… Più che altro una sbirciatina! Quanto basta per suscitare in lui la curiosità di visitare l’esposizione di persona. Inoltre, penso che sia utile contestualizzare in modo creativo il museo all’interno del territorio a cui appartiene. Ecco dunque la mia breve guida agli strumenti di cui principalmente mi servo.

I database online

Emilia Romagna

Sia a livello regionale che nazionale ci sono tantissimi database utili per trovare notizie sulle opere d’arte. Io mi servo principalmente di PatER, il portale dell’Istituto dei Beni Culturali che raccoglie i principali pezzi della memoria storica e culturale dell’Emilia-Romagna: dai luoghi georeferenziati alle opere d’arte, dai reperti archeologici ai beni demoetnoantropologici, fino al patrimonio storico-scientifico. Il catalogo viene costantemente implementato da tutte le istituzioni che hanno accesso e i contenuti proposti sono condivisibili sui principali social network.

Museum Week

Museum week

Come ha annunciato Francesca sulle stories di Instagram, tra poco anche questo blog parteciperà alla Museum Week: si tratta di un’iniziativa a livello mondiale che invita le istituzioni culturali a presentare sui social alcuni aspetti delle loro strutture (patrimonio, personale, backstage, archivi, etc…) in base a sette tematiche proposte per sette giorni sotto forma di sette hashtag. Basta registrare la propria realtà all’interno del sito della Museum Week e poi scatenare tutto il proprio ingegno!

È un’iniziativa molto originale che unisce virtualmente tutte le istituzioni culturali a livello internazionale, nella comunicazione di messaggi comuni, con lo scopo condiviso di divulgare quanta più cultura possibile.

Le schede OA

Mibac

Le Schede Opera e Oggetto d’Arte sono state concepite negli anni Settanta l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, che ha elaborato la metodologia generale per lo sviluppo della catalogazione e ha promosso questa l’attività esecutiva di documentazione. Le schede cartacee, con la relativa documentazione fotografica e grafica, sono state redatte a cura degli Istituti periferici del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ovvero le Soprintendenze.

Se l’istituzione in cui lavorate possiede una copia di quelle schede, vi consiglio di consultarle spesso, perché rappresentano uno strumento professionale molto utile per ricavare informazioni attendibili per quanto riguarda i dettagli tecnici delle opere e anche nozioni storico – critiche importanti, che possono supplire all’eventuale mancanza di preparazione su un argomento o un autore.

Le pagine Social degli altri musei

uffizi

Lavorare nella comunicazione dei beni culturali significa essere duttili e sapersi adattare alle nuove esigenze del pubblico. Insomma, c’è sempre qualcosa da imparare, e mettersi in discussione ci permette di elaborare idee migliori.

Le pagine social degli altri musei mi hanno sempre offerto spunti originali e nuovi punti di vista dai quali trattare la materia: che hashtag usano e perché? Come si rivolgono agli utenti? Che grafiche adottano?

Se pensate a quanti musei esistono in Italia, potete immaginare quante risposte diverse potete ricevere a queste domande…

Le biblioteche

biblioteca

Ultimi ma non per importanza: i libri. Cataloghi, manuali, testi critici, niente rappresenta una migliore fonte dei testi cartacei, che non passano mai di moda. Gli storici dell’arte e gli archeologi hanno intelaiato le loro intere carriere sulla divulgazione culturale: studiare le nozioni da loro individuate e rielaborarle per comunicare gli stessi pezzi che loro hanno analizzato significa da una parte ricevere una grande eredità e un grande aiuto per il nostro scopo, dall’altra valorizzare il loro operato.

 

Fatemi sapere quali altri metodi e suggerimenti avete da condividere in merito a questo ambito che, oggi, sta diventando fondamentale nel nostro paese, che ha un patrimonio culturale sconfinato di cui, spesso, non si rende conto…

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