Curriculum: tre domande da porti prima di compilarlo

Hai tre minuti per presentarti, cosa racconti di te?
E se avessi solo una pagina?

Certo ti serve un contesto: un colloquio.

Se ti sono venuti i sudori freddi, allora è venuto il momento di parlare a quattrocchi di cosa inserire nel curriculum.

Su questo tema trovi già un articolo qui sul blog, dal quale ho preso spunto per parlati dell’argomento di oggi: le tre domande da porti prima di mettere nero su bianco il tuo percorso e le sue skill.

Domande a cui ho tutta l’intenzione di rispondere tramite alcuni consigli elaborati a seguito di esperienze mie e di persone con cui mi sono confrontata.

1. A chi sto per inviare la mia candidatura?

A chi sto per inviare la mia candidatura?
Photo by rawpixel.com on Pexels.com

Per chi lavora nella comunicazione, questa è la domanda che identifica il target.

Che se ne dica nessun contenuto è rivolto a tutti.
Nessun video, nessun post, nessuna newsletter: ognuno di questi mezzi è rivolto a un pubblico ben preciso.
Anche nel caso in cui si tratti di un gruppo ampio di persone.
Questo lo si può notare nelle pubblicità mandate su rete nazionale, molto spesso tu non sei il target di riferimento. Quindi mettiti l’anima in pace: se non capisci come dovrebbe interessarti il Bolt TX2 che fa sparire i calzini spaiati, allora significa che non è stato pensato per te.

Lo stesso vale per il curriculum.

Proporsi come lavoratore stagionale in gelateria non è proprio come proporsi come web designer in un’agenzia di comunicazione.
Di conseguenza i curriculum avranno contenuti molto diversi.

A chi sto per inviare la mia candidatura?
Per rispondere a questa domanda dovrai pensare all’azienda e al ruolo che vorresti ricoprire, magari suddividendola in altre domande più mirate:

  • “quali capacità chiedono per quella posizione? Le ho? In che misura?”;
  • “di cosa dovrei occuparmi?”;
  • “quali esperienze fatte mi faranno notare?”.

Da qui potrai passare al livello due: la selezione dei contenuti.

2. Cosa metto nel curriculum?

2. Cosa metto nel curriculum?
Photo by rawpixel.com on Pexels.com

Ci vuole occhio per i contenuti: non è vero che tutto fa brodo.

Inserire cose inutili è come tirarsi la zappa sui piedi da soli.
Seleziona con attenzione le tue esperienze, e se sono poche usa degli escamotage.

Sono molti gli studenti universitari che hanno dato ripetizioni per mettere da parte qualche soldo o anche solo pagarsi una cena con gli amici.
Tra questi ci sono anche io.

Per alcuni si tratta dell’unica esperienza lavorativa svolta, quindi come metterla giù?
La prima cosa da pensare è quello che ti ha dato quell’esperienza.

Per esempio una maggiore organizzazione delle tue giornate, o la capacità di ascoltare le esigenze di un’altra persona.
O ancora: rendere più semplici argomenti a chi seguivi.

In questo caso quell’esperienza diventa fonte di abilità acquisite: una vera e propria miniera d’oro di soft skill!
Una volta definita la quantità e la qualità dei contenuti, puoi passare all’ultima fase: quella grafica.

3. Come impagino i miei contenuti?

Come impagino i miei contenuti?
Photo by Tranmautritam on Pexels.com

L’abito non fa il monaco, ma puoi usarlo per attirare l’attenzione e fare una prima buona impressione.

Dal mio punto di vista, preferisco i curriculum mono pagina.
E per pagina intendo una facciata.

Questo comporta:

  • sapere sfruttare al meglio lo spazio;
  • l’essere concisi prima di qualsiasi altra cosa.

Questo genere di curriculum sono più veloci da leggere e più facili da impaginare con una grafica allettante.
Su Pinterest ne abbiamo raccolti alcuni davvero interessanti, che ti consiglio di andare a sbirciare.

L’importante è che tu tenga conto della tua personalità e del fatto che ogni curriculum inviato per mail verrà stampato.

Dare personalità al cv

C’è chi vuole stare più sul classico, lasciando l’intero cv in bianco e nero. Oppure chi preferisce dare un tocco di colore.

Usare qualche cornice, immagine floreale o font particolare possono essere soluzioni valide.
Tutto ovviamente dovrà essere ben dosato e restare leggibile.

Quindi mantieni almeno il font principale di colore nero, evitando strani corsivi.

Un cv stampabile

La regola di partenza per consegnare un cv facile da stampare è evitare sovrapposizioni di colore.
Specialmente sfondi scuri – se non addirittura neri – con sopra scritte o foto.

Molto spesso negli uffici stampano in bianco e nero per risparmiare sul toner.
Ti immagini quanto colore verrà giù se il tuo curriculum è fatto principalmente di nero?

E nel caso in cui tu abbia sovrapposto un blu a un azzurro scuro, il rischio è che non si legga più nulla.
Quindi, mi raccomando, assicurati che il tuo curriculum risulti prima di tutto leggibile anche su carta.

Allora, Quattrocchi, sono passati i sudori freddi?
Quali di questi punti ti è stato più utile?

Nel caso tu non segua ancora il blog, ti invito a iscriverti lasciando la tua mail o utilizzando il tuo account WordPress: trovati tutto qui sotto nel footer.
Ti sarà utile per ricevere l’avviso di nuove uscite pop, anche perché il prossimo articolo a tema curriculum sarà dedicato a #5tipidi errori da non fare.

Alla prossima!

Un pensiero riguardo “Curriculum: tre domande da porti prima di compilarlo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.