Giovani autrici e protagoniste imperfette: alla scoperta di Megan Mayhew Bergman e Margaret Malone

Chi dice che le donne non abbiano contribuito alla storia della letteratura, si sbaglia di grosso.

Quasi tutti conoscono grandi scrittrici dell’Ottocento come le sorelle Brontë e Jane Austen, i flussi di coscienza di Virginia Woolf, i gialli di Agatha Christie, per non parlare del rinnovato successo di Margaret Atwood.
Limitarsi ad associare alle autrici il genere rosa è ormai del tutto anacronistico, basti pensare all’impatto di Ursula Le Guin sulla fantascienza, o a J. K. Rowling con la saga di Harry Potter e le nuove avventure in giallo di Cormoran Strike.

Insomma, chi prendendo un libro frutto di una mano femminile pensa ancora a protagoniste in rosa alle prese con problemi sentimentali e poco altro, non potrebbe essere più fuori strada. Ormai tutti i generi sono aperti a tutti gli autori, e molte scrittrici affrontano liberamente temi e narrative di ampio respiro.

Da amante dei racconti, quando la NN editore ha annunciato l’uscita in Italia delle raccolte Paradisi minori di Megan Mayhew Bergman e Animali in salvo di Margaret Malone, ha attirato la mia attenzione.
Non solo perché la scuola americana di narrativa breve è affine ai miei gusti, ma anche perchè ero curiosa di leggere due donne che in Italia avevano ricevuto poca attenzione e me ancora sconosciute.
Aspettarsi però il tipico racconto minimalista è stato un errore: le loro opere sono qualcosa di speciale.

Una femminilità feroce

Una femminilità feroce

Inanzitutto, prendete tutti i miei discorsi sulle autrici che scrivono opere di qualunque genere, e metteteli un attimo da parte.
Le protagoniste di questi racconti sono donne: ragazze sulla soglia della pubertà, giovani insicure, madri, figlie. Ciò che stordisce è il modo viscerale e pervasivo con cui vivono la propria condizione.

In un mondo che avanza a grandi passi verso la parità dei sessi, verso il politicamente corretto, un mondo che punta testardo lo sguardo verso un futuro che vuole vedere sempre più vicino, questi racconti mi hanno dato l’occasione di prendere un profondo respiro e fermarmi a contemplare il presente.
Al di là delle ideologie, delle lotte e delle utopie, cosa significa oggi essere donne?

Le rappresentazioni sono molteplici, sempre più diversificate, eppure sembra ancora che gli archetipi abbondino.
Eroine da fumetto con poche paure ben calibrate, donne della classe medio-alta alle prese coi mutamenti della società, giovani alla ricerca della propria identità, vittime o rivoluzionarie.
Spesso questi personaggi arrivano a rappresentare delle idee, più che persone in carne e ossa.
Ed è qui che si inseriscono questi racconti.

È difficile rendere reali quelli che sono solo nomi su un pezzo di carta, rendere tutte le sfaccettature di un essere umano, ma le donne di questi racconti balzano fuori dalle pagine grazie a una forza più potente, grazie alle loro passioni.

Sono passioni violente e riguardano la maternità, l’amore al livello più viscerale, la violenza con cui l’istinto piega la razionalità.
Riguardano il desiderio di essere amate e protette, a costo di essere deboli, il perdono e l’accettazione di un mondo imperfetto.
Sono queste passioni a restare impresse, giorni e mesi dopo aver chiuso il libro, per la loro valenza universale e per la cruda semplicità con cui si manifestano.

Animali in salvo, di Margaret Malone

Animali in salvo, di Margaret Malone

Animali in salvo è un inno alle passioni sommesse, mormorate, nascoste.

Uno dei temi cardine ruota attorno all’aspettativa, quella che ancora nel mondo moderno riesce a piegare e plasmare le decisioni sulle quali vengono a costruirsi intere vite. Le protagoniste dei racconti spesso sono alle prese con il costruirsi una propria identità, oppure in situazioni che le costringono a rimetterla fortemente in discussione.

Uno dei momenti più cruciali e difficili diventa il rapporto con la maternità, vissuta in modo di volta in volta conflittuale.
Diventa un evento che spinge alcune delle protagoniste a riconsiderare l’immagine che hanno di se stesse e a rapportarla con quello che la società esige da una madre o da una donna in dolce attesa.

In uno dei pezzi che più restano impressi, una giovane, dopo essere rimasta incinta, si trasferisce in un nuovo appartamento insieme al suo compagno.
Nonostante il desiderio di adattarsi alla nuova situazione, la nostalgia la spinge a tornare nel suo vecchio quartiere e al “posto dei burrito”, un chiosco che era solita frequentare.

Il luogo diventa il simbolo di un passato e di un’idea di se stessa che non riesce ad abbandonare, oltre che il fulcro di una serie di sensi di colpa che derivano dal frequentarlo da sola, ogni settimana, e dall’abitudine di accompagnare il pasto con un bicchiere di birra, nonostante possa essere nocivo per il bambino.
Una debolezza, un comportamento facile da giudicare, eppure raccontato con una tale empatia e partecipazione da far sospendere qualunque giudizio morale.
Perché nonostante sia una realtà infelice, lontana dagli ideali, porta a riflettere in maniera profonda sull’ambivalenza e la complessità di sentimenti che vorremmo ritenere semplici e istintivi.

L’amore, la ricerca di un compagno di vita e i primi maldestri tentativi di farsi accettare sono il motore alla base di altri racconti.
Anche in questo caso, siamo molto lontani dalle belle favole che ci piace sentire, favole di cui le protagoniste sono anche vittime.
La ricerca di un fidanzato sembra a volte diventare una ragione di vita, quando si è adolescenti, se non oltre. È ciò che ci si aspetta da una ragazza, un evento vissuto con trepidazione e per cui ci si deve preparare.
In uno dei racconti una giovanissima protagonista si trova alle prese con il suo primo “fidanzato”, un ragazzino che a malapena conosce ma di cui accetta le attenzioni per sentirsi più grande, in un tenero e crudele rapporto nel quale nessuna delle parti sa realmente cosa fare.

Lascia quasi un senso di amarezza, questa lettura, ma il tipo di amarezza che si accompagna a una migliore comprensione del mondo che abitiamo, delle debolezze dei nostri amici e vicini, debolezze che in fondo sono anche nostre.
Offre poche risposte, raramente è consolatorio, eppure c’è un senso di speranza che riesce a emergere: nonostante tutte le nostre imperfezioni, siamo ancora qui, capaci di amore e perdono.

Paradisi minori, di Megan Mayhew Bergman

Paradisi minori, di Megan Mayhew Bergman

In Paradisi Minori arriviamo alle passioni più intense, viscerali, ferine.

In questa raccolta l’autrice immerge i suoi personaggi in scenari che li portano a rapportarsi pelle contro pelle con il mondo animale. Qualche volta questo contatto si svolge nell’ambiente asettico di uno studio veterinario, altre volte in scenari più selvaggi.
Questo dualismo instaurato tra uomo e animale porta a galla gli istinti che si nascondono anche nel più civilizzato degli esseri umani, eppure in nessun modo li sminuisce.

Le protagoniste sono donne disilluse, già ferite dal mondo, spesso sole e abituate a gestire i propri problemi.
Anche loro sono cittadine della società odierna, nella quale giovani madri single sono uno spettacolo frequente tanto quanto donne che vivono comodamente senza un compagno né il desiderio di trovarlo.
Sono personaggi corrazzati contro le difficoltà quotidiane, ma l’incontro con esseri indifesi, a volte feroci, feriti o abbandonati, risveglia in loro una visione nuova.

Il rapportarsi con forme di vita più semplici, guidate da esigenze solo all’apparenza più banali delle nostre, ricorda loro quali sono le cose che desiderano veramente. Quali sono le loro passioni, le forze che danno fondamento alle loro vite.
Queste forze vengono nobilitate e legittimate da questo contatto con l’altro, con una natura più primordiale. Queste donne scoprono, o forse solo ricordano, per cosa vale la pena di lottare veramente.
Che sia il desiderio di accudire un altro essere vivente, il desiderio di cercare un compagno, quello di rinunciare all’orgoglio per diventare di nuovo un po’ bambine, ora sono libere di farlo.
E nulla di questo le renderà deboli.

Queste raccolte di racconti mi hanno fatto riscoprire un lato dell’essere donna che di rado ho trovato descritto con tanta empatia nella narrativa di oggi.
Libri di autrici escono ogni giorno in libreria, e parlare anche di temi sensibili diventa sempre più facile. Il racconto di un’altra scrittrice americana, Kristen Roupenian, è addirittura divenuto virale nonostante tratti un tema spinoso come quello del consenso. Un passo alla volta stiamo assistendo a un piccolo mutamento, a una maggiore attenzione verso argomenti un tempo considerati appannaggio femminile eppure estremamente attuali.
Un’evoluzione interessante da osservare, e che offre speranza per un futuro più onesto e meno spaventato da se stesso.

Amico Quattrocchi, se sei qui sono certa che anche tu sia un tipo curioso come me, che ti piaccia un buon libro capace di darti un nuovo sguardo su un argomento che ti sta a cuore.
Abbiamo tante recensioni tra cui curiosare, ma vogliamo anche sentire la tua opinione.
Perché non ci lasci un commento con un libro che ti ha particolarmente colpito per come ha affrontato i propri temi?
Siamo curiosi di leggerti!

E se ti va di partecipare alla Reading Challenge con gli occhiali, ecco dove scaricare le grafiche: Quattrocchi Reading Challenge.

Un pensiero riguardo “Giovani autrici e protagoniste imperfette: alla scoperta di Megan Mayhew Bergman e Margaret Malone

  1. Nella mia libreria ho molti libri scritti da autrici insieme a quelli scritti da autori.
    Ho praticamente tutte le opere di Licia Troisi, Sarah J Maas e Margaret Weis (sono appassionato di fantasy, si vede?).
    Verso Margaret Weis sono debitore per i lunghi momenti che mi ha regalato a sognare il mondo di Krynn e per il personaggio di Mina, protagonista di un’ascesa verso la divinità che, per chi ha giocato a D&D, sa cosa vuol dire …
    Non mi sono mai soffermato sull’autrice o autore quando un nuovo libro “cattura” la mia attenzione e non sono rimasto stupito dal fatto che molti libri che ho letto, sono stati scritti da donne. Giudico chi scrive dopo e non prima.
    Ho anche letto molto volentieri e apprezzato le opere di una carissima amica che si è cimentata in alcuni romanzi che ho trovato interessanti ed intriganti scrivendo pure una recensione su Amazon !!!
    P.S. Mia figlia invece, stravede per Veronica Roth …

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