Las Luchadoras: il wrestling femminile in Messico

Buondì Quattrocchi!
Sono molto entusiasta dell’articolo di oggi, perché sto per parlarti di qualcosa di nuovo per me: il wrestling.
Nello specifico delle Luchadoras, le lottatrici messicane.

Ho scoperto l’esistenza delle Luchadoras con The Outsider, e devo ringraziare Stephen King per essere una fonte inesauribile di cultura pop.

Nel romanzo vengono citati una serie di film degli anni Sessanta in cui un gruppo di donne wrestler combatte il crimine e sconfigge anche esseri sovrannaturali.
L’aspetto religioso e sociale di questa tradizione mai sentita, mi ha incuriosita e incantata.

Chi sono le Luchadoras?
Com’è il wrestling femminile?
Che rapporto c’è tra questa pratica e la cultura messicana?

Ho fatto un po’ di ricerca e ho scovato qualcosa di unico.

Lucha libre: l’inizio di una tradizione

Lucha libre: l'inizio di una tradizione
Santo En El Museo De Cera (1963)

In Messico il wrestling è arrivato negli anni Trenta ed è conosciuto come lucha libre, ossia “lotta libera”.

Come il wrestling, la lucha libre è un’attività sia sportiva sia di spettacolo, in cui i lottatori sono più che altro performer.
Nel vedere i match balza subito all’occhio che si tratta di finzione, e a darne un effetto ancora più spettacolare sono le manovre aeree messe in scena.

Questa forma di intrattenimento mi ha attirata anche per i costumi.
Nella lucha libre è molto più diffusa la tradizione di indossare delle maschere, utili per definire la gimmick dell’atleta.

La gimmick è l’insieme delle caratteristiche e dei comportamenti che vengono assegnati a un wrestler. Un insieme di elementi utili per fare presa sul pubblico e rendersi unici.

Il ruolo principale della maschera è proprio questo: rivelare un’identità.
Sembra strano, visto che copre il volto di chi la indossa, ma questo strumento svolge questo ruolo da secoli, all’interno di spettacoli religiosi e teatrali. Vederla applicata in un ambito popolare è una naturale conseguenza.

Un altro aspetto tradizionale, che richiama gli antichi eroi e le loro leggende, è il confronto tra bene e male.
Nel wrestling combattono buoni e cattivi: si affrontano come nelle favole, cercando di avere la meglio gli uni sugli altri.
Se da una parte ci troviamo i buoni con tenute più sgargianti e rispettosi delle regole, dall’altra ci troviamo lottatori interpreti di personaggi cattivi, pronti a rompere gli schemi e a imbrogliare.

Al pari di altre attività goliardiche sociali, il wrestling ha la funzione di valvola di sfogo.
Chi assiste a questo spettacolo si sente coinvolto, sbraita e si agita, buttando fuori tutto quello che spesso viene represso.

Las Luchadoras: le donne e il mondo del wrestling

Las Luchadoras: le donne e il mondo del wrestling
Cristal – Corriere.it

Secondo il giornalista Sergio Trejo nel momento in cui il sessismo è entrato nella cultura messicana, si è esteso a macchia d’olio fino a raggiungere anche il wrestling.

Se pensiamo al wrestling, infatti, la prima cosa che ci viene in mente è che si tratta di un mondo maschile, in cui la donna al massimo può tenere i punti o lanciare i baci al pubblico.
Eppure las Luchadoras non mancano.

Nel 1930 arrivarono in Messico lottatrici internazionali per disputare alcuni match, e questo aiutò le donne messicane a diventare lottatrici nel 1940.
Il problema, però, era che nella capitale era ritenuto immorale fare combattere le donne, e quindi a Città del Messico vennero impediti incontri femminili fino al 1986.
In pratica giusto l’altro ieri, se si pensa ai secoli di storia che l’essere umano ha sulle spalle.

Questo aspetto lo si può vedere in molte altre società conservatrici, come quella giapponese.
Anche qui alla donna era stato assegnato un ruolo da cui non le era permesso allontanarsi, e negli anime è possibile notare come le figure femminili di potere fino agli anni Ottanta erano di origine straniera.

Le diverse forme del sessismo nella lucha libre

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Nonostante i film dedicati alle Luchadorar negli anni Sessanta e all’aumento delle lottatrici negli anni Novanta, il sessismo all’interno della lucha libre è ancora presente.

Nel progetto Las Luchadoras – Tales of women in a Mexican ring si possono ascoltare le interviste ad alcune Luchadoras, e quello che ne viene fuori è un quadro sociale ancora arretrato.

Riuscire a lottare sul ring è ancora una conquista per le donne, che si vedono analizzate al microscopio senza alcun freno.
Oltre all’idea che una donna non possa fare wrestling, perché vista come madre e moglie, non manca l’aspetto del body shaming che colpisce qualsiasi tipologia di fisico.

Nel wrestling ci si aspetta che un uomo abbia un fisico scolpito, ma nel momento in cui è la donna ad averlo le cose cambiano: non importa che sia brava, verrà accusata di mettersi in mostra per il solo piacere maschile.
E nel caso in cui il corpo della lottatrice non rispetti i canoni di bellezza sociali, allora verrà ritenuta incapace di affrontare gli incontri.
Un esempio è Big Mama, che continua a stupire il pubblico con la sua elasticità e velocità di movimento.

In pratica, come dice sempre mia nonna, “come fai, sbagli”.
Spero davvero che il progetto Las Luchadoras raggiunga più persone possibili, così che vengano messi in luce aspetti sociali che denigrano la figura femminile in ambiti molto diversi tra loro.
E per tornare alla pop culture, penso proprio mi guarderò GLOW su Netflix per vedere come hanno deciso di portare sul piccolo schermo un tema pieno di spunti interessanti.

Ora invece tocca a te: dimmi che ne pensi del wrestling, delle Luchadoras e… com’è la tua gimmick?

 

 

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