Blog d’arte e l’arte del blog: intervista a Caterina Stringhetta

Mettere in contatto cultura e tecnologia per generare nuovi metodi di comunicazione e diversi punti di vista, oltre che presentare l’arte in modo interattivo e favorire il contatto e l’interazione con il pubblico, è uno dei trend degli ultimi tempi seguito da istituzioni e operatori culturali, che si adoperano per condividere contenuti e interagire con i visitatori anche per via telematica.

Oggi parliamo con Caterina Stringhetta, che da ciò ha sviluppato il suo Art Post Blog fino a renderlo uno dei maggiori riferimenti online per il pubblico italiano in ambito culturale e turistico.

Prima di tutto, puoi raccontarci qualcosa di te e del tuo lavoro di blogger d’arte?

Mi chiamo Caterina e ho aperto TheARTpostBlog.com nel 2013. Sono una blogger d’arte e utilizzo il mio blog e i miei canali social per diffondere informazioni, approfondimenti e notizie sul mondo dell’arte e della cultura. Fondamentalmente creo contenuti e realizzo progetti di comunicazione per il settore culturale, valorizzando ciò che di meglio c’è da vedere in un museo, in una città d’arte oppure in un territorio.

Art Post Blog
Foto di Elena Datrino

Com’è nato The Art Post Blog e come mai hai scelto proprio un blog online per fare divulgazione culturale?

TheARTpostBlog.com all’inizio era solo di un esperimento personale, un modo per capire se veramente fosse possibile comunicare l’arte attraverso i social e il web, applicando le competenze che avevo acquisito sul campo lavorando per grandi istituzioni culturali e poi per un’azienda che si occupava di information Technology. In breve tempo quello che era un esperimento è diventato qualcosa di più e ho deciso di dedicargli tutto il mio tempo, trasformandolo nel mio lavoro.

La scelta del blog è stata dettata sin dall’inizio dall’esigenza di dialogare con il pubblico in modo semplice e diretto, cosa che ad esempio il sito istituzionale di un museo o di una città d’arte può fare fino a un certo punto, poiché il ruolo che ricoprono li colloca in una posizione di superiorità rispetto al pubblico. Se il pubblico si rivolge sui social ad un museo non sa esattamente con chi sta dialogando ma si aspetta che la risposta che riceve abbia un certo tenore.

Un blogger come me, invece, può anche permettersi di criticare una mostra attivando un dialogo con i lettori che possono essere d’accordo o meno con me. Questo scatena un confronto in cui tutti i filtri vengono meno e un museo o un ente del turismo può effettivamente comprendere cosa pensa il pubblico su un evento ad esempio.

Non ti limiti soltanto a recensire quello che vedi, ma interagisci con le persone con sondaggi sui social e richieste di opinioni: qual è il tuo metodo di comunicazione con il pubblico? Come sviluppi i tuoi interventi?

L’interazione è fondamentale e si sviluppa in modo diverso a seconda del mezzo che uso. Su Facebook è molto più facile generare un confronto su una notizia oppure su un’opera d’arte partendo solo dal dettaglio di un dipinto. Su Instagram le stories invece sono diventate fondamentali e forse più importanti delle immagini pubblicate nella gallery.

Non ho una regola, ma seguo l’evoluzione dei canali social e dei lettori nel corso del tempo, anche se Facebook è il mio canale di comunicazione privilegiato perché mi permette di interagire di più e su tanti aspetti dell’arte.

Art Post blog
Foto di Elena Datrino

Come strutturi invece le tue collaborazioni con le istituzioni culturali?

Le collaborazioni nascono insieme all’istituzione oppure all’azienda che mi contatta. Si tratta ogni volta di costruire un progetto su misura perché ogni museo, ogni città e ogni evento hanno caratteristiche specifiche. In genere parto dall’obiettivo che si vuole raggiungere e dal pubblico cui ci si vuole rivolgere, da qui costruisco tutto il progetto per valorizzare il meglio della collezione di un museo oppure l’offerta culturale di una città. In alcuni casi il progetto prevede la creazione di contenuti da diffondere attraverso il mio blog e i miei canali social, altre volte può essere necessario coinvolgere insieme a me altri blogger per valorizzare aspetti diversi.

Ultima domanda… il tuo artista o la tua opera preferiti?

Domanda difficilissima perché il mio gusto cambia in base al mio umore.
In questo momento ho impostato come screensaver del mio PC un’immagine che ho scattato a Venezia nel 2017 alla mostra di Damien Hirst, che ha proposto l’evento d’arte contemporanea più bello e coinvolgente che abbia mai visto.

Per quanto riguarda le opere che preferisco, invece, sono affascinata dai dipinti di Jan van Eyck, che ho visto da vicino e ho scoperto da un punto di vista diverso nel corso di un progetto che ho realizzato con l’ente del turismo delle Fiandre. Spesso i progetti cui collaboro fanno nascere nuove passioni, che poi non posso fare a meno di condividere con chi mi segue.

2 pensieri riguardo “Blog d’arte e l’arte del blog: intervista a Caterina Stringhetta

    1. Ciao, grazie per il tuo feedback! Siamo contenti che l’articolo ti sia piaciuto. I contatti per le proposte e per le collaborazioni sono qui sul sito!

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