Doppia recensione per lettori avventurosi: vi consiglio Micharl Crichton

Doppia recensione per lettori avventurosi: vi consiglio Michael Crichton

Sei appassionato di avventura?
Ti piacciono i romanzi che sanno darti la giusta dose di thrilling, e che magari raccontano storie prendendo spunto dalla realtà?

È probabile tu faccia parte dei lettori avventurosi e che tu sia un fan di Michael Crichton, anche se non lo sai ancora.

Di questo autore ho avuto l’occasione di parlare in relazione a Westworld, la serie tv dell’HBO che ti ho consigliato a inizio estate.
E dal momento che tra i post sui social ho pubblicato uno dei suoi libri, mi sembra sia arrivato il momento di parlarne a quattrocchi!

Jurassic Park, fantascienza anni 90

Doppia recensione per lettori avventurosi: vi consiglio Michael Crichton

A chi non piacciono i parchi divertimenti?
Certo, bisogna sorbirsi le lunghe file e il chiasso degli altri visitatori, ma restano comunque una grande invenzione, piena di attrattiva.

Non so se è a questo che ha pensato Michael Crichton quando ha ideato Jurassic Park (Garzanti), ma di certo è riuscito a dare forma al suo interesse per l’ingegneria genetica, uno dei campi delle biotecnologie, lo studio del DNA e l’epoca giurassica.

Jurassic Park offre molti punti di riflessione, tipici della fantascienza anni 90.
La curiosità, grazie ai progressi scientifici, viene nutrita e l’essere umano si trova tra le mani infinite possibilità.
E con questo romanzo si affronta il grande tema dell’uomo che cerca di sottomettere la natura, plasmandola a suo piacimento. Un esempio del “giocare a essere Dio”, riportando alla vita creature estinte.

L’autore ha anche colto l’occasione per criticare il forte attaccamento al denaro, e l’esigenza di fare sempre più soldi. Andando a sfruttare il progresso scientifico per scopi non veramente utili all’umanità, che al contrario viene messa in pericolo da uomini venali.

E ora i miei personaggi preferiti!
Da una parte c’è Alan Grant, rinomato paleontologo, di cui ho apprezzato la passione e l’impegno per il suo ambito di studi, tanto da avermi interessata al tema.
Al suo fianco c’è la dottoressa Ellie Sattler, personaggio che in molti dicono di avere visto più sviluppato nelle pellicole cinematografiche. Ma forse solo perché Steven Spielberg disse che nei suoi film voleva darle l’attenzione che nel libro non ha.

Il mio punto di vista, però, è diverso: io penso che Ellie risalti molto nel romanzo, per le sue capacità intellettuali e la forza di carattere che dimostra.
Inoltre nel film ha una relazione con Alan, cosa che nel romanzo non è presente e ho preferito.

L’isola dei pirati, un tesoro ritrovato

L'isola dei pirati, un tesoro ritrovato

Una delle foto pubblicate nel mese di Agosto ha questo libro come protagonista. Sullo sfondo barche ormeggiate a Spiaggia del Riso, in Sardegna.

La spiaggia, nonostante fosse meravigliosa, non faceva per me: purtroppo è una di quelle zone in cui si trova l’animazione da villaggio (si trova vicino a Spiaggia del Riso Camping Villange).
In ogni caso, leggere L’isola dei pirati (Garzanti) trovandosi davvero su un’isola, è stato meraviglioso.
Ho sempre avuto una forte attrazione verso i pirati, i viaggi in mare e la ricerca di forzieri, e questo romanzo mi ha dato tutto quanto.
In più si tratta di un tesoro ritrovato all’interno del computer di Michael Crichton, il primo dei tre romanzi pubblicati dopo la sua morte avvenuta a Novembre 2008.

Il romanzo è ambientato nel XVII secolo, proprio nei Caraibi, dove sono ambientate le avventure del famoso Jack Sparrow.
La storia ha inizio a Port Royal, dove conosciamo il capitano Charles Hunter e la ciurma di corsari con cui intraprenderà il lungo viaggio per rubare agli spagnoli una nave carica d’oro.

Da appassionata di storia, ho apprezzato molto i riferimenti alle usanze del tempo, così da scoprire come i ricchi erano soliti pulirsi i denti!
Mi è piaciuto si sia trattata di una storia contenente altre storie, quelle dei personaggi, che conosciamo attraverso le loro qualità, le dicerie e seguiamo nella traversata.

Da bambina volevo davvero essere un pirata, è per questo che amo tanto le righe.
Sono sempre stata convinta si vestissero con le righe, sul serio.
E vedere che c’è una donna pirata, mi ha emozionata e tenuta ancorata al libro con ancora più voracità.

Il bello di questo romanzo sta anche nell’inesauribile dose di thrilling.
Quando pensi di averla scampata, c’è sempre un nuovo scoglio ad attenderti.
E tu sei lì, a bordo della Cassandra, con il cuore che batte e il desiderio di vederli vincere.

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