Come affrontare un UFO: parola di professionisti CICAP!

Nella giornata dedicata a uno dei film Scifi – horror più famosi della storia del cinema, ovvero Alien di Ridley Scott, vogliamo occuparci… ovviamente, di alieni. Pensate di aver visto un UFO o di aver avuto un incontro ravvicinato? Don’t panic! Ci pensano tre esperti del CICAP, che ci espongono il loro punto di vista a riguardo: Marco Ciardi, storico, Massimo Polidoro, indagatore del mistero, e Armando de Vincentiis, psicologo.

Marco Ciardi: per capire il presente bisogna conoscere il passato

Ciardi

Spesso i dibattiti su questi temi e le prese di posizione partono da domande mal poste e si mescolano argomenti diversi come la vita intelligente nell’universo e gli UFO, che sono cose completamente diverse. Quello che manca, in genere, è capire come nascono le questioni: gli UFO hanno una storia, la vita intelligente nell’universo ne ha un’altra e gli antichi astronauti un’altra ancora.

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Beth’s creation: indossare il tuo libro preferito

Non so a voi, ma oggi, nella Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, il mio primo pensiero va a quel libro, quello speciale, quello che ci ha fatto emozionare o ci ha iniziato alla passione per la lettura. Non desidereremmo tutti portarlo sempre con noi, quel libro? Con l’aiuto di Beth, si può!

Elisabetta Barberio, diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Bologna, produce manualmente gioielli ispirati ai grandi classici della letteratura e non solo: con il suo motto, “vestiti di libri”, ha dato vita ad una collezione unica di accessori, Beth’s Creations, realizzati in base alla sua personale inventiva o su richiesta dei clienti e si occupa di presentarli a mercatini e fiere di tutta Italia.

Con lei, oggi scegliamo di parlare di libri in modo originale…

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Narratè: racconti in infusione

Il relax è anche aspettare.
Un’azione difficile per me, che ho l’animo impaziente.
Non sopporto le file, non sopporto i momenti in cui spreco tempo.
Credo, però, di non essere l’unica. E forse si tratta pure di un problema generazionale.
Pazienza, calma, riflessione.
Tutti ingredienti che perdiamo per strada, e ora che parliamo a quattrocchi possiamo ammetterlo: la soluzione che di solito teniamo a portata di mano è il telefono.

Anche prendere il tè ha preso una piega diversa.
Mentre l’acqua bolle si fa shopping online, si guarda Youtube o la web tv.
Lo smartphone in una mano e con l’uso di un solo dito si scorrono pagine e si scrivono messaggi.
In queste occasioni di attesa ci rendiamo veramente conto di quanto tempo abbiamo.
E poi l’acqua è pronta, si immerge la bustina e ci viene da sbuffare.
Altri cinque minuti di attesa.
E se invece del telefono, ci fosse un’altra soluzione per passare il tempo?
Un tempo di qualità e dalle miscele uniche.

Momenti condivisi con tè

Momenti condivisi con tè

Per me il tè è stare in compagnia, condividere un momento.
Forse nasce tutto dal fatto che non sono paziente, e mentre l’acqua bolle devo fare qualcosa.
Mentre la bustina rilascia la sua miscela nell’acqua bollente, continuo a muoverla. Come a chiederle di sbrigarsi.
Nel frattempo chiacchiero del più e del meno con le amiche.

Tra le assurdità di cui sono capace, c’è sempre stata quella di non riuscire a prendere un tè da sola.
Una delle tante abitudini trasformate in regole non scritte che mi creo da quando sono bambina.
Anche perché bere tè mentre leggo mi ha creato qualche difficoltà.

Mi è capitato di rovescaire il tè sul libro mentre giravo una pagina, e al contempo cercavo di prendere un sorso.
Un’altra volta mi sono ustionata mentre ero concentrata nella lettura e provavo a togliere la bustina.
Si parla tanto di dover essere multitasking, e in alcune occasioni riesco a esserlo per davvero. Capita però che tale abilità si prenda una vacanza nei momenti di relax. Soprattutto quando provo a unire la vorace lettrice all’assidua assaggiatrice pomeridiana di tè.

Racconti in infusione con Narratè World

In uno di quei momenti di relax e attesa snervante, ho scoperto Narratè World.
Il mondo, come dicono loro, “che ha unito due tradizioni millenarie: il tè e la lettura”.

L’idea è tanto semplice quanto innovativa.
I tè sono custoditi all’interno della Teabag, e ogni miscela è creata appositamente per il racconto inedito a cui è abbinata.
Un racconto della durata di cinque minuti, ossia il tempo d’infusione.

Leggere un racconto mentre si aspetto che il tè sia pronto, mi mette calma.
Mi isola in una bolla di note profumate e di parole.
È come se dopo mi meritassi di “perdere del tempo” a bere solo il tè, senza fare altro.

Viaggiare con tè

Viaggiare con tè a Venezia

Il primo acquisto è stato un viaggio.
Una gita fuori porta nella città di Venezia.

Nella mente ho ancora l’immagine di me che sorseggio tè da una tazza larga e bianca, seduta su una gondola.
Sbarco in piazza San Marco e guardo le rifiniture dei palazzi, torno indietro di qualche secolo e vedo i commercianti di tessuti alzare grandi polveroni ogni volta che mostrano un arazzo dalle rifiniture perfette.

Intanto lingue di vapore salgono dalla tazza, il profumo di spezie solletica la mia fantasia ed è quasi tempo del primo sorso.