indecisione

L’episodio degli scenari ipotetici

 

Sono gli ultimi giorni di Gennaio, è appena arrivato un nuovo anno carico di aspettative, di buoni propositi che magari si sono un po’ ridimensionati, insomma è sempre un mese difficile. Sarà per questo che la Food for Health International ha scelto proprio Gennaio come Celebration of Life month. La celebrazione della vita che voglio proporvi oggi, però, è un po’ diversa, d’altronde siamo sempre in cerca di nuovi punti di vista!

Sto parlando di quei momenti in cui ci si guarda indietro e ci si domanda se le scelte fatte sono poi state giuste, e se non sarebbe stato meglio seguire un’altra strada. Io di recente ho messo mano al mio vecchio computer, ho trovato foto di quando ero adolescente e ho pensato a quanto è cambiato tutto. Poche cose sono andate come le avevo pianificate e, adattandomi, sono cambiata anch’io: ma avrò fatto bene? E se avessi continuato a seguire le idee e i sogni che avevo allora?

Nelle serie tv

tv

Prendo ad esempio le serie tv, in cui di solito c’è sempre un episodio a scenari alternativi dove il protagonista, stanco della sua attuale vita, pentito delle scelte che ha fatto e colto da un momento di rabbia si augura un cambiamento radicale: “vorrei non essere mai nato”, “e se non ti avessi mai sposato”, “se non facessi questo lavoro”, etc… Dai Muppets, a Baby Daddy, a Lo Straordinario mondo di Gumball, ma anche Grey’s Anatomy. Esiste persino una serie comica basata sul principio degli scenari alternativi, What if?, appunto, in cui ogni sketch comincia con la domanda “e se invece…?”.

Di solito, tuttavia, il protagonista che sogna, immagina, o si trova catapultato in un’altra versione della sua realtà, dopo un primo momento in cui tutto sembra rispondere perfettamente alle sue aspettative, si rende conto di amare la sua vita come è e desidera riportare tutto a come era prima. A volte il resto dell’episodio è incentrato proprio sui suoi tentativi per tornare indietro. Non è un caso…

La vita reale

Muniba mazari

Ma è facile parlare di serie tv e fiction, questa è la vita vera. Ecco perché presento l’esempio di Muniba Mazari, artista, attivista e motivational speaker pakistana. Nel 2007 è rimasta paralizzata a causa di un grave incidente d’auto: vedendo la sua vita completamente sconvolta, in uno dei suoi discorsi pubblici Muniba ha raccontato come abbia affrontato una ad una le sue paure, e la sua arte nasce da questo. Prima dell’incidente la sua vita era stata formata dalle aspettative altrui, ora, invece, ha potuto scegliere una strada nuova che l’ha portata ad essere una delle cento donne di maggiore ispirazione nella classifica della BBC del 2015 e prima goodwill ambassador per l’Entità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere.

Non so se Muniba oggi si domandi come sarebbe stata la sua vita se non avesse avuto quell’incidente che all’inizio sembrava fosse la sua rovina, ma so che il suo esempio insegna a non guardarsi indietro e a trarre il meglio da ciò che si ha e, soprattutto, da ciò che si è.

Ecco perché a conclusione del mese in cui si celebra la vita vi consiglio di celebrare la vostra vita come è, senza scenari alternativi, senza guardarvi indietro.

Io, personalmente, ho appena cambiato computer.

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