Il Natale nei classici Disney

Cinque più uno classici Disney da godersi a Natale

Scrivere del Natale nei classici Disney è, citando Kuzco, “il mio regalo a me per il mio compleanno”.
Il motivo è semplice: non esisterà mai niente di più magico dell’unione tra il Natale e la Disney.
Per questo ci tenevo a condividere con voi i cinque più uno classici Disney che mi godo a Natale, che siano in programmazione oppure no.

1. Per i bambini che non vogliono crescere

Toy Story da guardare a Natale

Il Natale ha sapore di infanzia, e la Disney non è da meno.
Da bambina non vedevo l’ora di andare a letto la sera del 24 perché credevo potesse arrivare prima la mattina del 25.

Un paio di volte sono sgattaiolata fuori dal letto per vedere Babbo Natale, e una volta, dall’alto delle scale, ho scorto una figura nel buio. Era alto ed era per forza un uomo, poi maneggiava dei pacchetti… dai era proprio lui!
Il papà, che per non farsi beccare si era messo a fare le cose al buio. Dando una botta contro il divano nel ritornare in camera.

Tra tutti i Disney quelli che più mi ricordano quei momenti, sono Peter Pan (1953) e Toy Story (1996).

In Peter Pan i bambini devono fare i conti con l’età adulta, una sfida che si continua ad affrontare anche più avanti. Confermate?
A renderlo il film di Natale perfetto sono la colonna sonora tipica dei lungometraggi degli anni Cinquanta e la polvere magica: quale bambino non ha desiderato di volare?

A distanza di più di quarant’anni, rivediamo il tema della crescita nella saga di Toy Story, che tra l’altro sembra ci regalerà un quarto capitolo (speriamo bene!).
Ma per quanto sia affezionata all’intera storia, il primo Toy Story sa proprio di Natale: non solo perché finisce con lo scarto dei regali di Natale (è da considerarsi spoiler?), ma perché parla di giocattoli!

Sono sempre stata molto affezionata ai miei giocattoli: i peluche sono ancora perfetti nonostante la loro veneranda età, mentre le mie Barbie le ho sempre vestite e pettinate con cura. A una sola ho tagliato la frangia, Tania, ma solo perché così potevo fare finta fosse me da grande.

Ancora oggi vedere certe scene di Toy Story mi mette timore, come se non le avessi mai viste, ma soprattutto come se i giocattoli avessero preso davvero vita.

2. Amici a quattro zampe

Lilli e il Vagabondo a Natale

Chi di voi ha chiesto un cucciolo a Natale?
Io l’ho fatto, e l’ho pure ricevuto!
Avevo dodici anni, più o meno, e a me e mio fratello è stato portato a casa un bellissimo cucciolo di Husky.

Nel momento esatto in cui ha varcato la soglia di casa ho visto l’inizio di Lilly e il Vagabondo (1955), in cui Lilly sbuca fuori da una cappelliera con un fiocco rosso al collo.
Quanto mi piace l’inizio di quel lungometraggio: la musica, il paese innevato, gli addobbi natalizi e la “telecamera” che piano piano si avvicina ed entra in casa di Tesoro e Gianni caro.

Ma voi lo sapete come si chiama Tesoro? Lo dicono in una sola scena e a pronunciarlo non è Gianni!
La scena è quella del “baby shower“, e una delle amiche dice: “Lisa è proprio radiosa”.
Sì, il suo nome è LISA.

Un po’ come l’inizio della Carica dei cento e uno (1961), con la musica che viene scritta su spartito dalle macchie, i personaggi che vengono presentati per la prima volta con delle bozze e la voce narrante di Pongo, in italiano di Giuseppe Rinaldi.

In entrambi i lungometraggi i veri protagonisti sono i cani, che vivono avventure lontano da casa ma che sperano di poterci tornare. Qui il tema è quello della famiglia allargata, non solo per quello che riguarda i numerosi cuccioli in più che Pongo e Peggy decidono di tenere con sé, ma anche per il rapporto tra uomo e cane stesso.
Se nella Carica dei cento e uno i cani rispecchiano il nostro modo di essere (la ricordate la sfilata?), in Lilly e il Vagabondo Biagio viene accolto in casa e Tesoro e Gianni caro scattano alla coppia e ai cuccioli una foto di famiglia. Un gesto per sottolineare l’unione e l’amore che i due padroni hanno nei confronti dei loro cani.

Per gli amanti dei gatti consiglio i divertenti e teneri Gli Aristogatti (1971) e Oliver&Company (1988).

3. La favola

La Bella e la Bestia è il mio film preferito, anche quando non è Natale

Il Natale è il momento ideale per coccolarsi con una favola, e le favole più conosciute hanno come protagonisti principi e principesse.
La Disney si è sempre distinta per i ruoli di primo piano dati a giovani donne, spesso sedicenni (età in cui in America si può prendere la patente), che si dimostrano coraggiose e capaci.

La mia favola preferita è quella di La Bella e la Bestia (1991), ma penso lo abbiate capito anche dall’articolo scritto riguardo l’omonimo film uscito quest’anno.
Ancora una volta l’inizio con narratore mi ha conquistata, tanto quanto la protagonista, così curiosa, amante della cultura e gentile. Devo molto al personaggio di Belle, che mi ha davvero ispirata.

A renderlo un lungometraggio natalizio sono tre scene: il momento in cui giocano a pallate di neve in giardino, quello in cui leggono un libro davanti al camino… Ma più di tutti quando il principe regala a Belle la biblioteca.

Sogno una stanza piena di libri in quel modo da sempre.

E se parliamo di inverno, pupazzi di neve e principesse non potevo che citare Frozen (2010), il più uno del titolo perché di produzione abbastanza recente.

L’ambientazione invernale, con il pupazzo di neve Olaf e la renna Sven, lo rende un classico Disney da Natale.

Per chi cerca due favole con protagonista maschile, consiglio Aladdin (1992) e Il pianeta del tesoro (2002).

In queste due favole troviamo il confronto con il diverso, che in realtà non c’è ragione di temere. L’amore riesce ad andare oltre l’apparenza e a vedere il buono nelle persone.
Ditemi se non è un tema natalizio questo!

Questi erano i miei cinque più uno classici Disney da godersi a Natale, ora sono curiosa di conoscere i vostri.
E ricordate, #OcchioAlNatale!

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