Black Mirror, la serie tv di fantascienza disponibile su Netflix

Black Mirror. Attraverso lo specchio… oscuro

Oggi dovete essere pronti a indossate i vostri occhiali migliori, perché affronteremo tematiche care alla fantascienza.
È possibile controllare i ricordi?
Fino a che punto su può manipolare la memoria di un individuo?

Domande come queste rappresentano preoccupazioni che, nella società tecnologica in cui viviamo, si manifestano sempre più spesso.

 

Black Mirror, di che si tratta?

Apparsa di recente nel panorama televisivo, la serie britannica Black Mirror è composta da tredici episodi in totale. E la particolarità è quella di presentare trame indipendenti, ognuna con la sua riflessione e i suoi personaggi.

L’universo culturale in cui questi si svolgono è una proiezione, in chiave profetica, della società europea tecnologizzata, in particolar modo di quella inglese contemporanea; la serie descrive con maestria scenari futuri o mondi possibili in cui gli aspetti ormai più basilari e i gesti più scontati divengono i centri di gravità di crisi sociali o identitarie.

 

I temi affrontati spaziano dalla paura verso lo spettro del terrorismo, al sensazionalismo operato dagli estremismi politici, dalla percezione identitaria attraverso i social media, alla dipendenza dalla (e l’invasione della) pubblicità nella vita quotidiana.

In parte per non rovinarvi la serie, in parte per non stordirvi già dalla prima volta, ho deciso di concentrarmi su un singolo episodio, il terzo della prima stagione: Ricordi pericolosi (The Entire History of You, in lingua originale).

Già dal titolo può intuirsi il tema principale, e devo dire che ho trovato stimolante il modo in cui viene trattata l’importanza del ricordo per un singolo individuo e quale forza eserciti sul suo agire e sulle conseguenze di queste azioni.

Più di una volta mi è capitato di domandarmi in che modo la vita sarebbe diversa se la memoria fosse perfetta, senza possibilità di errore e capace di immortalare ogni singolo dettaglio; ebbene spero che leggendo quanto segue anche voi possiate immaginarlo.

La trama

In Ricordi Pericolosi la maggior parte delle persone è provvista di un impianto tecnologico chiamato grain integrato nel cervello. Questo apparecchio registra ogni aspetto della vita e in seguito rende disponibile una proiezione video delle nostre giornate, che viene riprodotta in un processo conosciuto come re-do.

Protagonista di questa puntata è Liam Foxwell, giovane avvocato che dopo un colloquio dall’esito incerto si accanisce sui suoi ricordi in un climax crescente.

L’episodio, infatti, affronta l’urgenza che talvolta si percepisce nel voler immortalare i momenti che compongono la nostra vita, per poi potere rivivere indefinitamente ognuno dei ricordi registrati, che subiscono così una trasformazione semantica e passano da semplice contesto o rumore di fondo a testo di un’ossessiva analisi critica.

A quattrocchi con gli SPOILER

Numerosi sono i casi letterari dove è presentato l’argomento dell’androide o del cyborg, un’unione tra il corpo umano e un apparato tecnologico volto a mutarne le potenzialità, e oggi alcuni elementi un tempo fantascientifici stanno diventando comuni: tecnologie adattive che riconoscono i bisogni degli utenti, o microtecnologie elettroniche create per sopperire alle disfunzioni del corpo che hanno effetti invalidanti e probabilmente mortali (si pensi ai peacemaker).

Quello che però l’avanzata tecnologica ancora invidia alla fantascienza è l’introduzione di elementi estranei nel corpo umano non a scopo riparatore, cioè per ristabilire quella mobilità perduta a causa di traumi o per fare le veci di un organo ormai compromesso, ma a scopo migliorativo, di potenziamento.

Sin dal primo momento la tecnologia del grain, la cui traduzione può essere “granello” (di sabbia) o “cristallo” (di sale), assume un ruolo centrale.

Conosciamo il protagonista

Il protagonista Liam Foxwell è chiamato a identificarsi all’aeroporto proprio in virtù dei suoi ricordi, per dimostrare che essi non sono stati alterati e che lui è chi dice di essere. Il significato di questo gesto è duplice poiché da un lato presuppone che l’identità individuale di “Liam” sia data non dal corpo fisico o dal volto, ma dalla sua memoria; in secondo luogo, e per estensione, il gesto assicura alla comunità, attraverso il benestare della guardia di sicurezza, che colui che sale a bordo non rappresenta un pericolo poiché è genuino, non ha subito manipolazione dei ricordi.

Il grain entra a far parte di una assiologia, ossia di un investimento di valori che crea un’opposizione, ancora prima di essere pienamente presentato al lettore[1] e questa è esprimibile come “memoria sintetica sicura”; quello che viene fatto, dunque, è la messa in luce dell’elemento tecnologico-mnemonico attraverso la pronuncia di un giudizio di valore positivo che è espresso dall’affidabilità e dalla garanzia che la guardia riconosce in Liam.

A un livello più profondo ciò che si scorge è una contrapposizione tra memoria naturale e memoria sintetica che verrà esplicitata sotto forma di uno scontro verbale tra i personaggi Colleen e Hallam.

Il processo di re-do è un distacco dalla realtà sensibile, poiché la vista del mondo che circonda la persona in quel momento e in quel luogo viene soppressa, narcotizzata, in favore di un tempo e un luogo del passato: questo in semiotica è chiamato débrayage.

Una tecnologia non troppo lontana

Il ricordo/DVD  può essere proiettato e condiviso con chiunque si desideri, è necessario solo l’ausilio di uno schermo, tutto attraverso l’uso di un telecomando miniaturizzato.

Il passaggio sembra naturale, una tecnologia wireless che permette di avere accesso immediato a una porzione di vita di qualcuno e di vedere il mondo letteralmente attraverso i suoi occhi, ma la conseguenza di questa speculazione fantascientifica è l’eliminazione della distanza da sempre insita nella contrapposizione Me/Altro, anche se questo passaggio è solo parziale. Nel momento in cui si diviene spettatori del ricordo altrui ci si può rendere conto che la visione del mondo e di un dato momento è stata, per quella persona, simile alla nostra, a patto che a nostra volta siamo stati testimoni dell’evento, e che gli occhi altrui sono “come i nostri”.

Cosa dire invece dei sensi di un umano ‘migliorato’ mentre compie un re-do?

Prendiamo ad esempio la scena che segue il litigio tra Ffion e Liam: a causa delle domande di lui riguardo Jonas, i due coniugi per riappacificarsi e riavvicinarsi emotivamente hanno un rapporto sessuale. La scena dapprima mostra un coinvolgente e passionale rapporto tra i due innamorati, che si scambiano carezze, baci e sguardi di desiderio, per poi rivelare che è un ricordo del passato, di un periodo in cui l’attrazione tra i due era al culmine; il presente invece mostra due freddi automi impegnati in uno sforzo fisico ridondante ma incapaci di riconoscersi l’un l’altro attraverso lo sguardo (offuscato dal grain). L’atto sessuale e il ruolo semantico che i due personaggi gli attribuiscono è deprivato del significato attraverso la proiezione del passato, i tempi del “quando eravamo felici” e del “quando ci amavamo” costruiscono una contrapposizione con quello presente del dubbio e, come scopriamo, il conseguente avvelenamento dell’amore che è stato e non potrà più essere.

Dunque la percezione sensibile e il corpo divengono un ponte tra l’io passato nella memoria, che riemerge sempre attraverso la proiezione dei ricordi, e l’io presente, che è un soggetto in fuga dalla realtà e al costante inseguimento di un essere-stato.

Iniziamo a vedere il filo sottile che lega l’apertura dell’episodio a questo momento centrale tenendo a mente che in entrambi i casi sono espressi dei giudizi di valore attraverso le azioni compiute dai personaggi. Nel caso del controllo di sicurezza è l’affidabilità dell’individuo di fronte agli altri a essere sanzionata, cioè sottoposta a giudizio positivo o negativo; mentre nel caso della lite seguita dal sesso è la capacità di restaurare quanto è stato, propria del ricordo.

Se nel primo caso il giudizio è positivo, poiché comporta una ricompensa (Liam supera il controllo e può raggiungere Ffion), nel secondo è negativo, dal momento che al sesso sussegue un distacco, lo stordimento dovuto all’alcool e l’ossessione. Ciò che non cambia è che l’atto di ricordare, l’avere accesso al passato attraverso la tecnologia, viene messo in luce e caricato di significato sia in un momento pubblico sia in uno privato, come condizione necessaria senza la quale gli stessi avvenimenti non potrebbero svolgersi.

La memoria sintetica è il catalizzatore non solo della narrazione, dal momento che l’intero episodio ha comunque una notazione fantascientifica, ma anche del mondo in cui una situazione sociale ordinaria, come il sospetto del tradimento, può essere rivelata. Va notato che, sebbene il finale dell’episodio abbia una connotazione fortemente disforica, cioè ispiri tristezza e sentimenti negativi, la sanzione riguardo i sospetti di Liam e il suo agire è positiva: egli infatti riesce, attraverso l’uso della tecnologia e una minuziosa ricomposizione di quel puzzle di video-ricordi, a far venire alla luce la verità sulla relazione tra Ffion e Jonas.

Ne ha quasi dello straordinario il fatto che l’impossibilità di mentire o di tenere nascoste delle verità, merito della tecnologia migliorativa, possano essere la causa dell’infelicità dell’uomo, ma questa non è l’unico punto di riflessione: ancora una volta viene rimarcata la distanza, forse incolmabile, tra l’avanzata della tecnologia e lo spirito di chi la utilizza.

La scheda di Black Mirror

Uscita: 4 Dicembre 2011 in lingua originale, 10 Ottobre 2012 in italiano;
Genere: Fantascienza, drammatico, grottesco;
Stile: narrazione della quotidianità in chiave distopica e spesso satirica. L’aspetto grottesco rende ordinario agli occhi dello spettatore ciò che nella realtà sarebbe straordinario;
Episodi: Suddivisa in tre stagioni (3, 3+1 speciale, 6); in arrivo la quarta.


[1] Uso qui il termine “lettore” preferendo la sua connotazione semiotica al posto di quello “telespettatore” che si accorderebbe con il mezzo televisivo.

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